venerdì 28 agosto 2020

Cinque donne e un arancino di Catena Fiorello Galeano

 Per me i libri sono come il vino, devono decantare. Li compro appena escono e poi li lascio lì, aspetto che passi la buriana delle mille recensioni e poi li prendo in mano. Così ho fatto anche con l'ultimo romanzo di Catena Fiorello, che è in libreria dallo scorso 24 Giugno, "Cinque donne e un arancino. Le signore di Monte Pepe" Edito da Giunti. 

Questa volta al cognome Fiorello, Catena ha aggiunto Galeano, un omaggio a sua madre Sara, mi è piaciuto molto. Il romanzo l'ho letto tutto d'un fiato, anzi ho cercato di rallentare per non farlo finire subito, ma quando sono arrivata all'ultima pagina ero molto soddisfatta, del viaggio che ho fatto, della storia che ho vissuto leggendo, di aver conosciuto cinque donne straordinarie, la Sicilia interna che pochi conoscono ed è bellissima e ho avuto la certezza che torneranno molto presto queste donne insieme ai loro buonissimi arancini. Le cinque donne sono Rosa, Giuseppa, Sarina, Maria, Nunziatina, tutte diverse tra loro per carattere, gusti, vissuto, ma insieme saranno capaci di fare grandi cose. La mia preferita è Rosa, forse perchè ha il nome della mia adorata Nonna, o forse perchè è da lei che parte la giostra su cui saliranno le altre e che vedrà al centro i buonissimi arancini e Monte Pepe, situato nell'entroterra siciliano e sconosciuto anche ai più avvezzi a girare la Sicilia. 

Una storia avvincente, eccitante, riflessiva, nostalgica, entusiasmante, in cui Catena Fiorello Galeano ci prende per mano e a volte con commozione, a volte con ironia, a volte con simpatia, ci trascina con sè alla scoperta di una storia bellissima e mai scontata. Chi mi legge sa che non spoilero mai, le recensioni devono incuriosire e non raccontare tutto il romanzo. Posso aggiungere che ci sono tanti personaggi che ruotano intorno alle protagoniste e che spesso vi verrà voglia di assaggiare le bontà culinarie che vengono cucinate nella storia, arancini compresi. 

E' un romanzo diverso da quelli a cui Catena ci ha abituato, li ho letti tutti e ognuno mi ha lasciato qualcosa, tutte storie bellissime intendiamoci, ma qui l'ho trovata più "leggera", passatemi il termine, come se sapesse che, in questo periodo così complicato per tutti, c'è bisogno di ottimismo, di sognare ad occhi aperti, di vedere il famoso bicchiere mezzo pieno. Mi è piaciuto che spesso ha messo molte frasi in siciliano, più che negli altri, o forse è un'impressione mia, come se parlasse con il lettore con più confidenza ed è stata ancora una volta una grande ambasciatrice della sua terra sicula. 

Questo romanzo mi ha lasciato allegria e speranza, vorrei che lo leggeste con la voglia di trovare positività, ve ne darà tanta. Osservate bene la copertina e poi leggete il romanzo, io ho capito alla fine perchè la copertina è così... e vi piacerà. 

Infine, il libro è dedicato a Pepè, un magnifico cagnolino a cui manca soltanto la parola, ma a volte ha espressioni che sono meglio di quelle umane e quella scritta sulla prima pagina " A Pepè" per me è una bellissima dichiarazione d'amore. 

Alla prossima ! 



sabato 22 agosto 2020

Pagine da musical , il Seven Arts Theatre Studio regala emozioni

L'architetto del musical ha colpito ancora! Si si avete letto bene, esiste, è tra noi ed ha un gran talento. L'architetto in questione è Marco Verna, che oltre ad avere una laurea conquistata con tanto studio, ha parallelamente coltivato i suoi numerosi talenti e l'amore per il musical, che lo hanno spinto a conquistare la terra Marsa con il suo Seven Arts Theatre Studio, la sua "scuola", dove si impara a cantare, ballare, recitare e dove nascono musical che meritano sempre palcoscenici prestigiosi. 

Chi scrive era una delle 6 spettatrici che erano in sala quando qui fu proiettato il film drammatico-musicale "Evita", nel 1996, protagonista Madonna, che si aggiudicò con la parte di Evita il Golden Globe. "Evita" , il musical, debuttò a Londra nel 1978, ebbe un successo strepitoso con più di 3000 repliche, l'edizione di Broadway conquistò 7 Tony Awards al termine della prima stagione. Perchè vi dico questo ? Perchè a Broadway non sono mai andata, ma amo il musical e l'anno scorso ho avuto l'incontro fulminante con Marco Verna e i suoi straordinari allievi. Ho visto due musical prodotti dal Seven Arts, "Il nostro travolgente Sister Act" e poi "Evoluscion", il terzo ve lo racconto tra poco. 

In questa strana estate funestata dal Covid-19 c'è poco di tutto, soprattutto di cultura, spettacoli, incontri. Se si rispettano le regole però si possono fare molte cose, così nel cortile della Scuola Mazzini-Fermi per tre giorni, patrocinato dal Comune di Avezzano, è nato "TrasformAzioni" e ad aprire è stato proprio "Pagine da musical" , prodotto dal Seven Arts Theatre Studio, regia di Marco Verna, special guest un altro grande talento della nostra terra, molto conosciuto, l'attore Corrado Oddi, poi  la sempre magnifica Natascia Pietrangeli, la poliedrica e talentuosissima Valentina Paoloni, l'istrionico Gianpiero Lolli, lo stesso regista Marco Verna che finalmente ho visto all'opera e uno straordinario coro di performers composto da Angelo Piccinini, Michela Piccinini, Valentina Ciocca, Silvia Dantoni, Roberta Gramaglia, Michela Ranieri, Rosario Tramontano. 

"Pagine da musical" è stato scritto proprio per questa rassegna estiva, ha regalato al numeroso pubblico molteplici emozioni. Sul numeroso pubblico vorrei rassicurare che eravamo tutti rigorosamente distanziati, con mascherina per tutta la durata dello spettacolo, posti prenotati quindi nessuno in piedi. Non mi piace spoilerare, chi mi legge lo sa, anche perchè se vi racconto tutto il musical e poi riescono a fare una replica, come mi auguro,tra qualche tempo, vi rovino la sorpresa. 

Quando si va a vedere uno spettacolo si colgono sfumature, dettagli, particolari, diversi per ognuno di noi; posso dirvi che ci sono corsi e ricorsi storici, come li chiamava il filosofo Giambattista Vico, che però vi porteranno a riflettere sulla contemporaneità di alcuni fatti accaduti nel passato e straordinariamente moderni. Il trait d'union delle storie che si vedono in scena è l'attore Corrado Oddi, che ha saputo essere un punto luce importante. Marco Verna ha regalato momenti esilaranti e commoventi, Natascia Pietrangeli ha dimostrato ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, di saper passare da parti drammatiche a parti comiche con la prontezza e la bravura di una professionista "sistiniana". Valentina Paoloni ha una voce in grado di poter affrontare anche note altissime o bassissime, una ragazza giovane, bella e talentuosa,  che può aspirare a palcoscenici importanti. Gianpiero Lolli è davvero un istrione, "io sono un istrione ma la teatralità scorre dentro di me", così cantava Charles Aznavour e così potrebbe cantare Lolli. Mi soffermo sul coro di perfomers che ha accompagnato i protagonisti, oltre alle loro voci erano importanti gli sguardi,colti dai più attenti, che hanno seguito in scena i compagni d'avventura con trepidazione e sorrisi orgogliosi appena accennati. 

Passo alla parte tecnica, le scenografie non deludono mai, sono opere d'arte, realizzate da Claudio Salvini e Sara Terzulli ; i costumi, strepitosi, firmati da Elisabetta Lorusso ; le luci affidate alla maestrìa di Dino Paoloni, l'audio ad Antonio Agostini, il service a cura del sempre presente e grande professionista Filippo Morelli. 

                                     La foto è mia e si vede 

Un musical a cui hanno lavorato tante persone, che ha omaggiato opere letterarie importanti, che ci ha accompagnato, sorpreso, emozionato, una sera di una strana estate, in cui abbiamo capito che uniti si possono fare molte più cose, che l'arte, tanto bistrattata e a volte ignorata, ci regala non solo cultura, ma emozioni che  ci fanno riflettere su chi siamo, cosa proviamo e quanto è importante stare seduti sotto un palco, anche con la mascherina, ad assistere, applaudire, uno spettacolo che è stato portato in scena con sacrificio, ma con l'intento di regalare allo spettatore quelle sane emozioni che solo gli artisti veri sanno regalare.

Alla prossima ! 

Roberta Maiolini 


sabato 4 luglio 2020

"Baci da Polignano" di Luca Bianchini, Puglia e amore, un binomio perfetto

Ci sono storie speciali, che quando le leggi scorrono sotto i tuoi occhi e il nuovo libro di Luca Bianchini è proprio una di quelle storie. "Baci da Polignano" edito da Mondadori è uscito alla fine di Maggio, in un periodo in cui anche noi cercavamo di uscire dal tunnel del lockdown, a me è sembrato davvero una luce, aspettavo che Luca pubblicasse un nuovo libro, anzi una nuova storia, perchè le sue sono sempre storie che ti rimangono dentro. Sono certamente di parte, ma non ci provo nemmeno ad essere imparziale, perchè ho letto tutti i suoi  libri e ognuno mi ha regalato emozioni,  quest'ultimo non fa eccezione. 
"Baci da Polignano" è il seguito di "Io che amo solo te" e "La cena di Natale", ma se non avete letto questi due potete comunque leggerlo, perchè si è vero che ci racconta i personaggi di quei due romanzi, ma ci racconta anche le loro storie d'amore e quelle non hanno tempo, quelle puoi collocarle temporalmente dove vuoi. 
Però qualcosa ve la dico : Ninella e Mimì finalmente troveranno il coraggio di vivere il loro amore, quegli amori che "fanno dei giri immensi e poi ritornano" come dice Antonello Venditti, anzi non è che facciano molti giri, perchè loro sono sempre rimasti a Polignano, però pur distanti sono sempre stati vicini, soprattutto i loro cuori. Orlando figlio di Mimì troverà il coraggio di amare davvero, Damiano l'altro suo figlio scoprirà quanto ama sua moglie Chiara, figlia di Ninella; Matilde, moglie di Mimì, troverà in Pasqualino la sua rivincita amorosa. 
Chi mi legge sa che non spoilero mai, anche se il web ovviamente è pieno di recensioni che raccontano tutta la trama del libro, ma io ho sempre quel pudore che mi accompagna quando parlo di libri, di non svelare mai tutto, perchè vorrei incuriosire e non spingere il lettore a prendere il libro e poi rovinargli la sorpresa, togliere quella suspence che ogni lettura deve suscitare in ognuno di noi. Non sapevo nemmeno io di cosa parlasse nello specifico, perchè sì, seguo Luca Bianchini sui social, ma lui è stato bravo ad incuriosire senza mai esagerare e io non vedevo l'ora di tornare trai i vicoli della magnifica Polignano e un giorno andrò a vederli di persona. Luca Bianchini è un piemontese che racconta il mare, la Puglia e Polignano come se fosse nato lì, ti porta per mano tra i vicoli, nei ristoranti tipici, ti racconta quel modo di scrutarsi da vicino nei piccoli centri che vale per tutta l'Italia, il pettegolezzo che vola di bocca in bocca alla velocità della luce, ti descrive posti meravigliosi che ti vien voglia di partire, ti fa entrare nelle storie con emozione e trepidazione, è un abile osservatore che sa riportare nero su bianco la bellezza di posti straordinari, in questo caso Polignano, ma ci ha già portato in Toscana, a Venezia, a Trieste, Londra e ogni volta è un viaggio in cui i particolari e le emozioni fanno  la differenza. Ninella e Mimì ci hanno fatto sognare anni fa e continuano a farlo, se proprio non avete letto i libri precedenti vedete i film con la regia di Marco Ponti e capirete di cosa sto parlando. 
Ci sono autori che sono bravi a scrivere thriller, altri che scrivono polizieschi, oppure biografie, Luca Bianchini è un autore contemporaneo, molto contemporaneo, perchè ogni storia che ci racconta è vicino a noi, è moderna ma antica perchè entra nei sentimenti delle persone, è realistica ma sognatrice perchè nessun amore, nessun incontro è fatto soltanto di cose belle e lui lo sa, è vera perchè ispirata sempre da luoghi o persone che esistono davvero. Non sono imparziale no, non voglio neanche esserlo, da quando ho scoperto Luca Bianchini e per fortuna la cosa risale al suo primo libro, ne ho amato ogni parola e ogni virgola, ha il potere di portarmi lontano, di farmi vedere mentre leggo quello che mi racconta e lo trovo di una grande sensibilità e un un senso dell'umorismo un pò british ma anche ironico e scanzonato. 
Più che una recensione a "Baci da Polignano" questa è una lode all'autore, che ho avuto la fortuna di conoscere due anni fa a Pescara al FLA, un festival bellissimo di libri e altre cose, in cui lui venne per la presentazione di "So che un giorno tornerai" e si è rivelato esattamente come lo immaginavo, un bravissimo comunicatore e una persona cordiale con tutte noi che eravamo lì per lui. 
Non si fanno recensioni così lo so, ma è come quando il tuo idolo è Tiziano Ferro e lo incontri all'autogrill, che fai non lo abbracci ? Tanto è.
Alla prossima ! 

Roberta Maiolini 

domenica 14 giugno 2020

Libri&Dintorni : la classifica e i festival di Giugno 2020

La classifica dei libri più venduti questa settimana registra due new entry : al posto Massimo Recalcati con "La tentazione del muro" e al 5° Camilla Lackberg con "Ali d'argento". Vediamo il resto della classifica, stavolta parto dalla vetta, riconquistata da Me contro Te "Sfida il Signor S con Luì e Sofì", al risale Valérie Perrin con "Cambiare l'acqua ai fiori". al risale Maurizio De Giovanni "Una lettera per Sara" ; alsale Lyon Gamer "Le storie del mistero", al posto sale Woody Allen con la sua biografia "A proposito di niente", al scende Ferzan Ozpetek "Come un respiro", sale all' posto Luca Bianchini "Baci da Polignano", al 10° rientra Stefania Auci con "I leoni di Sicilia". 
La classifica è de "La lettura" - Corriere della Sera. 

Questa  settimana mi soffermo sui festival letterari programmati per Giugno 2020, ce ne sono tantissimi, ma a causa dell'emergenza legata alla pandemia da Covid-19 alcuni sono andati in scena online, altri rinviati a data da destinarsi, altri spostati ai  prossimi mesi. 

"Una marina di libri" che si tiene a Palermo è stato rinviato a data da destinarsi, il tema di questa edizione sarà #mondiimperfetti, nuove prospettive contro le discriminazioni, un punto di partenza per scambi culturali e per parlare di tradizioni e lingue differenti. 

Dal 5 al 7 Giugno avrebbe dovuto svolgersi a Firenze, Villa Bardini, " La città dei lettori", che è stato rinviato ad Agosto dal 27 al 30. 

A Rochi dei Legionari (Gorizia) avrebbe dovuto svolgersi il festival del giornalismo "Leali delle Notizie", più precisamente dal 2 al 6 Giugno; anche questo importante appuntamento è stato rinviato e ci sarà dal 22 al 26 Settembre 2020. 

Chi ha scelto di andare in scena online è un festival che ogni anno raccoglie sempre più consensi, "Mare di libri"- festival dei ragazzi, nato da un'idea delle libraie della libreria dei ragazzi di Viale dei Ciliegi 17 di Rimini. Proprio lo scorso weekend ha proposto molti incontri interessanti seppur virtuali, con Roberto Saviano, Michela Murgia, Fabio De Luigi. Trovate tutti i video del festival qui https://maredilibri.it/

Dal 13 al 21 Giugno toccava all'ottava edizione di "Salerno letteratura", che è stato rinviato a Luglio 2020, più precisamente dal 18 al 25. Un appuntamento importante con la cultura e con i libri che ne fa uno dei festival più seguiti del sud Italia, che pur di non rinunciare ha rinviato, sempre nel rispetto delle norme anti Covid-19. 

Torniamo in Sicilia per un festival giunto alla sua decima edizione "Taobuk" di Taormina, un festival internazionale che unisce la magnificenza del luogo in cui svolge con la letteratura e le arti. Doveva svolgersi dal 18 al 22 Giugno ma è stato rinviato e le nuove date sono in via di definizione. 

A Crema dal 19 al 21 Giugno ci sarebbe stato il "Festival letterario Inchiostro", questa edizione però è stata annullata. 

Una piccola panoramica su alcuni dei festival letterari che ogni estate arricchiscono la cultura del nostro paese, mi dispiace molto per quelli annullati, auguro il meglio agli organizzatori che con tanto coraggio hanno rimandato. Mi complimento con chi cerca di andare avanti, di organizzare anche online, abbiamo imparato i nomi di tante piattaforme durante la quarantena e sono tornate utili anche per diffondere l'amore per i libri. Torneremo ad incontrarci per presentare libri e parlare di cultura, nel frattempo leggiamo e promuoviamo come riusciamo a fare. 
Alla prossima! 

Roberta Maiolini 


domenica 31 maggio 2020

Libri&Dintorni : ancora novità in classifica e le novità editoriali di Giugno 2020

Piano piano la classifica dei libri più venduti continua a regalarci nuove entrate importanti e anche un cambio in vetta. 
Al 10° posto scende Alessandro Robecchi "I cerchi nell'acqua", al scende Stefania Auci "I leoni di Sicilia", all' stabile Valérie Perrin "Cambiare l'acqua ai fiori"; Stephen King con "Se scorre il sangue scende al posto, al sale Ferzan Ozpetek "Come un respiro", al posto scende Woody Allen "A proposito di niente", al scende Lyon Gamer "Le storie del mistero", al posto nuova entrata Suzanne Collins con "Ballata dell'usignolo e del serpente", al in discesa Me Contro te "Sfida il Signor S con Luì e Sofì", infine conquista direttamente il posto l'altra nuova entrata, Maurizio De Giovanni con "Una lettera per Sara". 
La classifica è de "La lettura" - Corriere della Sera. 

 

Molti libri dovevano uscire durante il periodo di chiusura per il Covid-19, uscite poi rimandate, quindi ci aspetta un mese di Giugno con molte novità, ve ne segnalo alcune molto interessanti. 

 

Torna in libreria Stefano Benni, personaggio straordinario, scrittore, giornalista, regista, sceneggiatore,poeta, ritorna  con "Giura", edito da Feltrinelli, un romanzo allegro ma anche con tanta malinconia, un storia di amori impossibili, ricca di personaggi particolari, magica e bella, ancora una volta dimostrazione dell'immensa fantasia dell'autore,  in uscita l'11 Giugno. 

 

Altro attesissimo ritorno è quello di una scrittrice giapponese amatissima,
Banana Yoshimoto,  con "Il dolce domani",edito da Feltrinelli, romanzo scritto dopo il terremoto e lo tsunami di Fukushima, racconta la storia di Sayoko che perde il compagno per colpa di un incidente stradale, ne narra il dolore e poi la rinascita, un messaggio di speranza, dedicato a chi per quel terremoto ha perso una persona cara. In uscita il 25 Giugno. 

 

Prolifico autore dalle mille sfaccettature, torna il libreria il 25 Giugno
Marco Malvaldi con "Il borghese Pellegrino", edito da Sellerio, che con questo romanzo, celebra per la seconda volta, in concomitanza con il secondo centenario della nascita, il grande gastronomo Pellegrino Artusi. Dopo una cena verrà trovato senza vita uno degli invitati e Artusi prima sarà uno dei sospettati e poi sarà invece determinante per la soluzione dell'enigma. Un giallo in cui ritroverete tutte le conoscenze del Malvaldi, da non perdere. 

 

Aggiungi didascalia
Lo lascio per ultimo, ma in realtà esce per primo, sì perchè il suo nuovo romanzo sarà in libreria il 3 Giugno, lui è uno scrittore molto amato, sceneggiatore, ex avvocato, una delle penne più belle del nostro panorama,
Diego De Silva con "I valori che contano (avrei preferito non scoprirli)", edito da Einaudi. Un'altra avventura dell'Avvocato Vincenzo Malinconico, il personaggio più amato dai lettori dello scrittore partenopeo, che questa volta ha un nuovo socio, una nuova fidanzata, dovrà affrontare un'altra causa impossibile ma soprattutto una malattia. Filosofico e combattente rimarrà tutto precario intorno a lui ? Da leggere ..di corsa ! 

 

Ci sono anche altre nuove uscite, stanno per arrivare Catena Fiorello, Paolo Malaguti, Glenn Cooper, John Grisham ed altri ancora. La cosa rende felici tutti i lettori, seppur con mille difficoltà l'editoria riparte, con grandi nomi ma anche con nuovi giovani autori. La lettura è sempre il miglior modo per superare anche momenti difficili, come vi ripeto sempre "i libri sono portatori sani di emozioni".
Alla prossima ! 
Roberta Maiolini 


domenica 24 maggio 2020

Libri&Dintorni: tre new entry in classifica e l'Abruzzo Book Festival

Ci è voluto del tempo e anche pazienza, ma finalmente la classifica dei libri più venduti torna a muoversi, questa settimana registriamo ben tre nuove entrate. 
Al posto arriva un grande regista, Ferzan Ozpetek con il suo terzo libro "Come un respiro", al posto l'attesissima autobiografia di Woody Allen "A proposito di niente" e al arriva Stephen King "Se scorre il sangue". Il resto della classifica vede in discesa al 10° posto Wilbur Smith con Tom Harper "Il fuoco della vendetta", all' scende Valérie Perrin "Cambiare l'acqua ai fiori"; al in discesa Stefania Auci "I leoni di Sicilia", al scende Alessandro Robecchi "I cerchi nell'acqua", al stabile David Quammen "Spillover"; stabili le prime due posizioni, Lyon Gamer con "Le storie del mistero" e al ancora loro Me contro Te "Sfida il Signor S con Luì e Sofì". 
La classifica è de "La lettura" - Corriere della Sera. 

Mi soffermo su un festival letterario giunto alla sua terza edizione, avrebbe dovuto tenersi il 24 e 25 Luglio 2020 nel bellissimo scenario di Castellalto (TE), borgo medievale che ha un caratteristico  belvedere e bellissime piazzette, poi però dato il momento che viviamo a causa del Covid-19 è tutto cambiato, ma non annullato, il festival si fa online. Un'idea grandiosa degli organizzatori che così continuano a tenere vivo l'interesse per i libri e la cultura. 
Abruzzo Book Festival è nato nel 2018 da un'idea dello scrittore  Enzo Delle Monache, appoggiato da alcuni professionisti che hanno in comune la passione per i libri, grazie poi all'Associazione LIBEReMENTI, Castellalto si è animato per due edizioni con autori, editori, artisti, bambini, laboratori, convegni, mostre e presentazioni di libri, con un'organizzazione perfetta che ha soddisfatto molto chi vi ha partecipato. 
La pandemia non ha comunque scalfito l'entusiasmo degli organizzatori, così il festival c'è lo stesso e a loro va davvero un plauso,hanno già aderito molti autori e case editrici, per partecipare potete consultare il sito https://www.abruzzobookfestival.it/ e seguire anche la pagina Facebook per rimanere sempre aggiornati. 
In un momento storico così particolare bisogna incoraggiare le associazioni, le persone, che portano avanti , pur tra mille difficoltà, le loro idee e i loro progetti, Abruzzo Book Festival è uno di quegli eventi da seguire e l'anno prossimo sono certa tornerà live nel magnifico scenario di Castellalto. 
Alla prossima ! 
Roberta Maiolini 






venerdì 22 maggio 2020

Ai tempi del coronavirus si scoprono nuove cose

Siamo entrati nella famosa Fase 2 dopo la quasi clausura per due mesi, chissà se da tutto questo avremo imparato qualcosa? Lo spero, me lo auguro, ma osservando mi pare di no. 
Comunque parlo per me, più che imparato ho anche scoperto tante cose, alcune le tenevo nascoste chissà dove, altre mi hanno sorpreso, altre mi hanno reso contenta, altre mi hanno deluso, ma si sa dipende sempre da quale prospettiva guardiamo. 
I primi giorni mi sembrava di vivere tra il surreale e l'angosciante, a volte non mi rendevo conto, a volte percepivo benissimo la gravità dei fatti, un'altalena di emozioni e riflessioni. Per tutto il tempo comunque non ho mai smesso di lavorare, le radio e tv hanno continuato e quindi anche io, mi ritrovavo ad uscire di casa la mattina presto nel silenzio più assoluto, incontravo qualche auto, gli infaticabili operai della Tekneko che si occupa di ritirare l'immondizia e ai quali si è pensato troppo poco, incontravo le Forze dell'Ordine, poi il silenzio. Quel silenzio che alcune mattine è stato devastante, poi arrivavo in radio e per fortuna vedevo i dirimpettai del palazzo di fronte, la signora con il marito e il cagnolino, la famigliola con il bambino che giocava con il papà sul balcone, il geometra che lavorava mettendo a posto carte, mi sentivo meno sola ecco. Non dimenticherò mai quelle strade deserte, quei posti del parcheggio vuoti che potevo scegliere dove parcheggiare, il rumore dell'acqua nelle fontane dei giardini e l'altoparlante della stazione ferroviaria, rumori che normalmente non si sentono perchè coperti dal traffico. 
I primi giorni piangevo davanti al primo caffè della mattina, davanti alla tv, pensavo a tutte quelle persone che morivano, alla sofferenza, ai miei genitori che non potevo vedere, ai miei nipoti chiusi in casa lontano dai loro compagni di scuola e dagli amici, a mia sorella che sentivo soltanto al telefono, mi maceravo con pensieri negativi. Poi ho capito che dovevo trovare il modo di avere forza, di ritrovare quella fiducia e quell'ottimismo che in quel momento erano necessari. L'uomo ha la capacità di abituarsi a tutto e dopo 30 giorni seppur le notizie erano sempre negative, riuscivo a vedere del positivo nelle piccole cose che facevo. 
Ho scoperto di avere pazienza, io che non l'ho mai avuta, ho scoperto che l'arte culinaria dà soddisfazioni se praticata con amore, ho scoperto case nei dintorni di casa mia che dal balcone non avevo mai notato, ho scoperto che resto una disordinata cronica ma ho disinfettato anche l'angolino più piccolo di casa mia, ho scoperto che le telefonate con le amiche care sono un quid in più sempre e non solo in quarantena, ho scoperto che so fare l'idraulico e l'aggiustino. Una marea di cose davvero. Ho imparato che l'unione fa la forza, per aiutare gli altri, ho imparato ad ascoltarmi, ho imparato ad ascoltare gli altri, ho imparato a farmi meglio i capelli da sola, a fare i bignè, la pastiera, la lasagna; ho imparato a dire più spesso ti voglio bene, il valore di un abbraccio, la mancanza di uno sguardo e di un sorriso. Certo ho capito anche che alcuni rapporti per esempio non saranno mai più, perchè chi ho voluto l'ho sentito, chi non c'è stato forse non ha voluto ma va bene così. 
Sono stata molto al telefono e sui social come tutti, sentendo anche persone con le quali non parlavo da un pò. I social forse sono stati il nostro paracadute mentale, anche se ormai siamo tutti virologi, scienziati, allenatori, dottori, a seconda della circostanza. Ho inviato messaggi soprattutto alle persone che conosco che lavorano negli ospedali, volevo far sentire la mia vicinanza, magari è servito a poco, però mi sentivo di farlo. 
Ho ammirato la forza dei miei nipoti, la pazienza che hanno dimostrato, l'impegno con la DAD, non li ho mai sentiti sfiduciati, certo ho raccolto anche gli sfoghi di mia nipote che è un pò più grande rispetto al fratello, ma ho cercato sempre di infonderle fiducia, senza nasconderle la realtà che lei ha ben compreso, però sono stati bravi, bravissimi, due mesi chiusi dentro senza mai chiedere di uscire. Una generazione sulla quale abbiamo sempre avuto da dire, ma invece sono stati tutti straordinari. Certo adesso magari stanno esagerando al contrario in tanti, ma comprendo anche la difficoltà di tenerli in casa ora che si può uscire, anche se gli assembramenti sarebbe meglio evitarli e tanti di loro non lo fanno. 
Non sono riuscita a leggere, mai. Questo è l'unico cruccio, non riuscivo a farmi catturare dai libri, poche pagine e chiudevo, non so , pensavo che con tutto il tempo a disposizione avrei recuperato la pila di libri che ho ancora da leggere, io che normalmente leggo appena ho un pò di tempo, eppure niente, neanche un libro.
Potrei scrivere ancora molto, ma sarebbero dettagli, voglio ricordare tutto l'insieme, un tempo sospeso che chissà cosa ha tirato fuori di noi, ce ne renderemo conto tra un pò forse. Non scendo nemmeno nel dettaglio di quello che ho visto in questa fase di riapertura, ho capito però che mi sbagliavo, non ne siamo usciti migliorati, siamo sempre gli stessi o anche peggio per particolari che non voglio approfondire. Io sto ancora in casa, non ho la sindrome della capanna, ho scoperto che a casa mia sto bene, che ho timore ancora ad incontrare le persone, a camminare per strada in mezzo alla gente che non si sposta, che porta le mascherine sotto il mento. I numeri per me non sono soltanto numeri, sono persone e quindi non ho fretta, ci sarà il tempo per le cene, per le passeggiate, per le gite, per gli aperitivi, per ora mi accontento di andare a lavoro, passare dalla mia famiglia, assicurarmi che stiano bene, andare a fare la spesa che è diventato un secondo lavoro nello schivare, non toccare, rispettare le distanze, camminare in solitaria in orari poco consoni per gli altri. Non leggo ma scrivo, mi dona serenità, mi fa pensare meglio, mi ordina i pensieri. 
In tutto però ci sono anche cose comiche : ho rotto bicchieri, ho sbagliato la tinta ai capelli, ho bruciato verdure, ho fatto video improbabili, ho parlato con il gatto della mia vicina sul balcone. Per dire. 
Avrei tanto voglia di andare al mare, da brava montanara vorrei sentire di nuovo quell'odore, vedere quei colori, ma ho già messo l'ombrellone sul balcone, al massimo vado al lago vicino casa. Credo sempre negli esseri umani. 
Alla prossima ! 
P.s. ho scritto di pancia, perdonate le ripetizioni e gli errori :-)