mercoledì 28 novembre 2018

So che un giorno tornerai - Luca Bianchini

Ho letto tutti i libri di Luca Bianchini, sono sempre in trepidante attesa che ne scriva uno nuovo e li ho amati tutti, ognuno per un motivo diverso. Dopo averlo inseguito per tanto tempo sono riuscita ad incontrarlo, al FLA a Pescara lo scorso 9 Novembre, ed è stata una bellissima emozione.
Ho finalmente letto il suo ultimo lavoro "So che un giorno tornerai" edito da Mondadori, diverso da tutti potrei dire, ma tutti i libri di Luca Bianchini sono un mondo a sè stante, anche se poi ci trovo sempre un pezzetto di lui in ogni storia, o forse mi piace pensare così. Questo romanzo è bello, ti prende per mano e si fa leggere pagina dopo pagina,ti fa diventare amica di Angela, che diventa mamma di Emma prima dei vent'anni, però lei voleva un maschio, era l'unico modo per tenere legato a sè Pasquale che però è sposato e le aveva promesso che avrebbe lasciato la moglie solo se fosse nato un maschio. Angela ha una famiglia numerosa che la spalleggia, ma lascia Emma ai suoi e va via inseguendo una serenità che forse non troverà mai, lascia la sua meravigliosa città, Trieste, che Luca Bianchini descrive in modo magnifico e si sposa con Ferruccio, che proverà ad amarla e farsi amare. In realtà poi Emma diventa la protagonista,di una storia che racconta vite parallele che poche volte sono vicine a congiungersi, il cui comun denominatore è l'amore, amore forte, amore struggente, amore malato, amore idealizzato, amore che porterà tanti problemi a madre e figlia e tutte le persone che sono intorno a loro. Un romanzo ricco di personaggi, tutta la famiglia di Angela, descritta minuziosamente, tanto che pare di vedere Riccardo, il fratello bello, mentre balla il twist e conquista le ragazze, oppure di sentire la bora che tira forte lungo i vicoli o sul lungo mare. Angela non è stata sempre simpatica, spesso mostra una personalità molle, dipendente da un amore che l'ha fatta soltanto soffrire, oppure è ferrea perchè quell'amore lo insegue tutta la vita, si può guardare da due punti di vista, il finale metterà a posto tutti gli eventi e i pensieri. Luca Bianchini ci porta a conoscere Trieste e lo fa con delicatezza e con dovizia di particolari, così come è stato per Londra, Polignano, Venezia, Torino, le campagne toscane, è bravissimo nel descrivere angoli, porti, chiese, case, di città che ad ogni suo romanzo fanno da sfondo a storie raccontate con uno stile tutto suo, diretto, preciso, ampio, vero. E' stato sorprendente "So che un giorno tornerai", perchè è un grande intreccio in cui si incontrano personaggi tutti diversi fra loro, perchè la storia parte un pò da lontano, perchè tutti vorremmo abbracciare Emma e consolarla e dire quattro paroline a Pasquale, perchè certo mica tutti abbandonano i figli, ma quelli che lo fanno hanno tanto del nostro "jensinaro" calabrese trasferito a Trieste, vorremmo scuotere Angela ma l'amore quando ti entra in testa più che nel cuore non puoi cancellarlo. Una storia bellissima, che ho centellinato per non arrivare subito alla fine del libro, l'ho gustato, sentito, vissuto con gli occhi. Certo sono di parte, non provo neanche a dire il contrario, questa è una recensione a modo mio, fatta con il cuore per uno dei miei autori preferiti, che sa raccontare la vita e l'amore con trasporto e poca freddezza, con una scrittura scorrevole, mai pesante, dialoghi essenziali, introspezioni comuni a tanti di noi. Un romanzo assolutamente da leggere, uno dei più belli di Luca Bianchini fino al prossimo naturalmente !

Luca Bianchini è nato a Torino, ama scrivere in cucina e ha pubblicato tanti romanzi tutti di grande successo : Io che amo solo te, La cena di Natale, Instant Love, Ti seguo ogni notte, Se domani farà bel tempo, Siamo solo amici, Dimmi che credi al destino, Nessuno come noi. E' spesso in tv come opinionista e di tre libri sono usciti i film con grande successo di pubblico.

domenica 21 ottobre 2018

Ruvida di Alfonso Nuccitelli

Non ho mai amato molto le biografie, sono quasi sempre autocelebrazioni, non me ne voglia chi le pubblica o le ha pubblicate, ma se una vita viene raccontata sotto forma di una storia, di un romanzo, allora il discorso cambia. Ho letto "Ruvida" di Alfonso Nuccitelli, Lupi Editore, in un pomeriggio, sono andata avanti pagina dopo pagina per capire cosa succedesse nella storia, al protagonista di questa storia, che "ruvida" lo è davvero. 
Il protagonista è Alfredo che racconta di quando bambino partì con la famiglia per il Brasile perchè in Italia non c'era lavoro, che poi torna in Italia e si sente straniero nella sua patria, che racconta il suo primo amore con quella che io ho sentito come una struggente nostalgia dell'amore pulito, innocente, emozionante di tutti i primi amori; ci fa tornare nella storia del nostro paese di un pò di anni fa, con le sue proteste e le sue contraddizioni,insomma un uomo che ci racconta la sua vita attraverso Alfredo, che ci fa entrare nei suoi ricordi, nelle sue emozioni più vive e vere, le sue difficoltà, i suoi sogni a volte infranti, le sue ideologie non sempre comprese. Alfredo a volte mi ha fatto molto arrabbiare, si definisce anarchico e poi invece ha idee politiche ben precise, mi ha fatto emozionare con i suoi amori, mi ha fatto ridere quando conquistava donne come se non ci fosse domani, mi ha fatto riflettere quando in Brasile non era accettato perchè straniero e quando è tornato in Italia era chiamato "il brasiliano", mi ha fatto pensare a quante vite potrebbero essere raccontate, di persone che magari pensano di essere normali e invece potrebbero scrivere fior di romanzi,mi ha fatto comprendere quanto può essere difficile la vita, quando il percorso si fa irto di ostacoli e devi superarli per forza, senza abbatterti e più forte di prima,mi ha fatto capire quanto siano importanti i legami che a volte sottovalutiamo o diamo per scontati, ma invece senza saremmo davvero il nulla;ho apprezzato molto questo romanzo, scritto da un uomo a cui la vita ha complicato molti piani, che nonostante tutto è generoso, ha voglia di fare, di scrivere,  perchè di storie ne ha tante davvero da raccontare. La scrittura è scorrevole, diretta, minuziosa, piena di particolari, che rispecchia poi quella che è stata la vita del protagonista raccontato, le due cose vanno di pari passo. Se siete nati negli anni settanta, ottanta o novanta, vi consiglio di leggerlo, anche per capire attraverso quali situazioni storico-politiche è passata la nostra Italia.Non aggiungo di più, i libri vanno letti. A volte leggere le vite degli altri ci fa capire anche meglio in che direzione sta andando la nostra. 
Alfonso Nuccitelli è abruzzese, nato a Bolognano (PE) un pò di anni fa, ha scritto cinque libri e ne scriverà ancora, perchè si definisce un "raccontastorie", scritto volutamente tutto attaccato perchè quando hai voglia di raccontare la tua vita il racconta è strettamente legato alle storie che hai vissuto e che vuoi condividere. Se volete emozionarvi conoscete da vicino il raccontastorie di "Ruvida".

mercoledì 29 agosto 2018

Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli - Chiara Moscardelli

Ho conosciuto Chiara Moscardelli nel 2011, quando è uscito il suo primo libro "Volevo essere una gatta morta", l'ho intervistata per la radio e si è rivelata una gran bella personcina. Poi sono usciti altri suoi tre libri "La vita non è un film", "Quando meno te lo aspetti" e a Maggio scorso l'ultimo, "Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli" edito da Giunti. 
Teresa è una protagonista sui generis, di quello che io definisco un "thrilhumour", un pò giallo, un pò ironico, un pò divertente, una storia ambientata a Strangolagalli, cittadina in provincia di Frosinone, terra natìa di Teresa, psicologa, che vi torna dopo l'ennesima delusione lavorativa, per non parlare della vita sentimentale, una donna che porta con sè l'ombra di un padre ingombrante, famoso psichiatra di grido e la figura di una madre fuggita quando lei era bambina. Teresa ha vestiti particolari, abbina colori a volte in modo improbabile, però la lingerie che indossa sotto gli abiti è molto sexy, ha una memoria fotografica pazzesca e spesso non si stima molto. Dolcemente complicata potrei definirla come dice una canzone di Fiorella Mannoia. Purtroppo per lei si ritrova coinvolta in un omicidio che all'inizio viene scambiato per suicidio, ma la sua mente arguta scoverà dettagli sfuggiti ai più. Questo thrilhumour è pieno di personaggi particolari, dal Sindaco di Strangolagalli, alla figlia Irma la panterona, alla Signora Marisa piccola di statura ma piena di risorse, a due affascinanti uomini, un poliziotto ed un giornalista pronti ad occupare un posto speciale nel cuore della Papavero, fino a Paolo, il povero sventurato che viene ucciso ...o si è suicidato ? 
Niente, di più non vi dico, se cercate in rete è ovvio che trovate molte recensioni, più dettagliate della mia, ma se state leggendo vuol dire che non conoscete la trama del libro, quindi non spoilero di più. Si legge in un batter d'occhio, la scrittura della Moscardelli è scorrevole, piacevole, divertente, usa un linguaggio che va dritto al punto, senza orpelli e che vi farà proseguire nella lettura pagina dopo pagina, tanto che alla 301esima pagina penserete " è già finito?"
 Imparerete a conoscere Strangolagalli, paese del frusinate e la sua storia particolare, apprezzerete la minuziosità delle descrizioni e vi farete tante risate alternate a momenti di commozione e riflessione.
Teresa Papavero vi conquisterà e alla fine leggete i ringraziamenti, sono tanti, tutti diversi e vi faranno sorridere anche quelli, perchè la Moscardelli ha un modo tutto suo di citare e ringraziare amici, colleghi, parenti, lettori, lettrici e tutte le persone che ruotano intorno alla sua vita.
Una storia talmente ben raccontata che aspettiamo già la prossima, in cui Teresa Papavero chissà cosa combinerà!
Chiara Moscardelli è un vulcano di energia, portatrice sana di buonumore e dispensatrice di storie egregiamente raccontate, non perdete tempo, fate la conoscenza di Teresa, che della famosa vispa forse ha solo gli abiti, per il resto è una mancata "commissaria".

Chiara Moscardelli è nata a Roma, ma vive a Milano da alcuni anni, è la responsabile editoriale della narrativa di Baldini+Castoldi,dopo aver lavorato per svariati anni come responsabile ufficio stampa anche per altre case editrici,il sabato e la domenica si dedica alla promozione dei suoi libri, è una delle penne più promettenti del panorama letterario italiano.

Vi allego il link dell'intervista che mi ha rilasciato poco tempo fa : 
http://www.trendemoda.it/cultura/libridintorni-intervista-a-chiara-moscardelli-scrittrice-ironica-divertente-e-un-po-detective/



venerdì 24 agosto 2018

Il caffè dei miracoli - Franco Di Mare

Franco Di Mare è un bravissimo giornalista, che certo non ha bisogno di essere presentato da me come tale, ma oltre che stimarlo come giornalista, lo stimo come scrittore. Mi ero già imbattuta (trovate la recensione qui sul mio blog) su "Il teorema del babà", che a dire il vero è uscito dopo "Il caffè dei miracoli" edito da Rizzoli, che ho appena letto, ma chi mi legge sa che io non guardo le uscite in ordine cronologico, spesso è il titolo che mi spinge a prendere in mano un libro e anche questa volta è andata così. Dunque conoscevo già Bauci (come una delle città invisibili di Italo Calvino), splendido borgo della costiera amalfitana, protagonista del romanzo in questione, un borgo dove davvero succedono tante cose, ma tutto ruota intorno alle donne, croce e delizia del sindaco Rocco Casillo. L'ambiziosissimo primo cittadino, per omaggiare il grande Fernando Botero, fa esporre in pubblica piazza, davanti la chiesa del paese, la Maya Tropical, raffigurante una donna "formosa" come tutte quelle di Botero e completamente nuda. La "statua" porterà scompiglio in tutto il borgo, dal parroco, a Michele iphone, titolare del bar in piazza che sa sempre tutto, a Carmela la fruttivendola a Venanzio il netturbino, alla Dottoressa Neri, al Maresciallo Mannino. Una storia piena di personaggi, di vite che si incrociano, di strategie politiche e amorose, di abbandoni e ritrovamenti, di amori che nascono, di indagini alla Montalbano. Un romanzo bello, scorrevole, piacevole, scritto con uno stile inconfondibile, come solo Franco Di Mare sa avere nel raccontare storie di quel sud bellissimo che tanti ci invidiano e tanti ci criticano, ma intriso di sentimenti veri, di bellezze naturali straordinarie, di storie particolari che solo chi ci ha vissuto sa riportare nero sù bianco. Come sempre non vi svelo di più, i libri vanno accennati, ma non raccontati nei dettagli, la curiosità deve sempre avere la meglio. Bauci è un borgo dove tutti vorremmo andare in vacanza, posto proprio lì in una delle coste più belle del mondo, pieno di turisti in estate e vuoto d'inverno, come la maggior parte dei luoghi di vacanza, racconta la varia umanità con i suoi entusiasmi, generosità e tante debolezze, che l'occhio dell'autore tratteggia con meravigliosa ironia come chi sa bene di cosa sta raccontando. Trentuno capitoli da leggere con animo leggero e pronto al sorriso e allo stupore, questo è "Il caffè dei miracoli", un romanzo che vi farà sentire a casa, divertendovi ed emozionandovi.

Franco Di Mare è nato a Napoli, è conduttore tv, giornalista, scrittore, inviato di guerra nei posti più caldi come Balcani, America centrale, Africa, ha realizzato reportage straordinari.Anche come scrittore raccoglie molti consensi, con "Il cecchino e la bambina" del 2009, "Non chiedere perchè" del 2011 arrivato anche in finale al Premio Bancarella, "Il paradiso dei diavoli" del 2012, "Il caffè dei miracoli" del 2015, " Il teorema del babà" del 2017 ed è uscito da poco il suo ultimo lavoro " Barnaba il mago". Ha vinto molti premi e ha ricevuto molti riconoscimenti, un grande professionista, che sa raccontare quello che vede e comunicare emozioni, sia attraverso il suo lavoro di giornalista che di scrittore.


mercoledì 22 agosto 2018

Casi umani di Selvaggia Lucarelli

Credo sia una delle donne in assoluto più criticate, è capace di dividere le folle, io faccio parte delle sue estimatrici, la seguo da sempre, la trovo ironica, divertente, pungente, a volte sopra le righe, ma non le manda a dire a nessuno e questo ai miei occhi fa di lei una "tosta".
E' uscito a Luglio il suo quarto lavoro letterario "Casi umani" edito da Rizzoli, letto davvero d'un fiato, anche perchè non è lunghissimo, ma soprattutto è "umano", lei è Selvaggia Lucarelli.
Tutto parte dalla fine di una storia d'amore importante e Selvaggia racconta in prima persona il dopo, quando si cerca di elaborare il dolore, ma si prova anche a sentirsi ancora belle, affascinanti e in grado di conquistare un altro uomo. Solo che davvero i peggio li ha incontrati tutti lei, appunto casi umani, uomini che inizialmente sembrano il massimo della vita e poi viene fuori l'esatto contrario. Ogni capitolo ha il nome di uno di questi disgraziati incontrati sul suo cammino di donna ferita dalle pene d'amore, ma non il nome vero, il soprannome che Selvaggia Lucarelli dà ad ognuno dopo aver scoperto le magagne. Il peggio di tutti è Mister Foglio Excel, di una taccagneria e tirchieria di altri tempi, che all'inizio, al primo incontro aveva già dato segnali di questo suo problemino, ma poi davvero si supera. Non vi dico i soprannomi degli altri per non rovinarvi il piacere della lettura e della scoperta, di personalità che purtroppo si incontrano davvero nella vita, bisogna stare molto attente. La Lucarelli racconta di questi casi umani con la sua solita autoironia, che a volte ho trovato un pò forzata, in alcune battute esagerata, ma ci può stare, non può essere sempre tutto perfetto e poi, ovviamente, è solo un mio pensiero. Quello che racconta il libro è realtà, perchè una donna ferita cerca sempre delle conferme e a volte non sempre trova l'uomo giusto al momento giusto, anzi spesso accade il contrario, perchè manca la lucidità di pensiero, si pensa che potrebbe essere il compagno  perfetto, che finalmente farà dimenticare l'uomo che ha reciso con un taglio netto improvviso la relazione che si pensava fosse quella per tutta la vita. Un vademecum molto utile, che ci insegna come riconoscere dalle prime avvisaglie questi problematici soggetti travestiti da possibili principi azzurri.
Spero solo che Selvaggia questi uomini non li abbia incontrati davvero, che ci sia un pizzico di fantasia nel raccontare, perchè altrimenti penserei che davvero li ha cercati con il lanternino, finchè finalmente ha incontrato il suo attuale compagno, bello, affascinante e in perfetta sintonia con lei. Certo a volte per arrivare in cima alla montagna si devono percorrere sentieri irti e faticosi, ma incontrare Mister ho una cosa per te, ladruncolo indefesso e seriale, minerebbe la sicurezza di qualunque donna, 
Un libro spassoso, divertente, ironico, in alcuni momenti surreale,  una vera guida per donne deluse dall'amore, che leggendolo impareranno a pensare sempre positivo, il peggio è sempre dietro l'angolo. Breve, avrei voluto fosse più lungo, l'ho letto in un batter d'occhio, a testimonianza che la lettura è scorrevole e piacevole, molto piacevole. Non spoilero di più, va letto per capire la varia o avariata umanità in fatto di amore che ci circonda. Un pò d'invidia per Cenerentola viene, un ballo le è stato sufficiente per capire che quello era il suo Principe ed è bastata una scarpetta per farli rincontrare, oggi per farti rispondere ad un messaggio su whatsapp devi pregare, soffrono tutti di crampi alle mani. Cara Selvaggia aspetto il prossimo, non far passare troppo tempo ! 

Selvaggia Lucarelli, editorialista per "Il Fatto Quotidiano", speaker radiofonica, giudice nel programma televisivo "Ballando con le stelle", autrice di altri libri come "Che ci importa del mondo" o "Dieci piccoli infami", attivissima sui social, molto seguita, è tornata in libreria con " Casi umani" edito da Rizzoli.



martedì 31 luglio 2018

"Una stagione incerta" di Elda Lanza

Avevo già letto altri libri della straordinaria Elda Lanza, ma l'ultimo che ho appena finito, "Una stagione incerta",edito da Ponte delle Grazie, l'ho iniziato senza guardare la quarta di copertina, ho iniziato e basta e sono rimasta molto sorpresa, soprattutto per le emozioni che ho provato leggendo 231 pagine meravigliose.
I protagonisti sono Edgarda e Giovanni o meglio Eddy e Nanni,che dopo essersi innamorati da ragazzi si perdono e dopo quasi cinquant'anni lui ritrova lei e rivivono e riprendono il loro amore. Lei è più chiusa, più restìa di lui a dare di nuovo credito ad un sentimento, che in realtà non era mai scomparso dal loro cuore e a 69 anni Eddy cederà all'amore di Nanni, ma sarà un percorso inizialmente bello, poi si farà difficoltoso, ma pur essendo una donna razionale, indipendente, conscia dell'avanzare dell'età Eddy saprà vivere in modo totale, meraviglioso, commovente, altruista.
Un tuffo al cuore è stato per me leggere questo romanzo, mi sono commossa in più punti della storia, ho apprezzato tanto i personaggi, descritti minuziosamente dalla penna di Elda Lanza, che ha saputo tracciare caratteri, profili, ricordi, in modo magistrale, sviluppandoli in una trama in cui aspetti che arrivi il lieto fine, che l'amore trionfi e l'amore trionferà come l'atleta che corre la maratona e sfinito e felice taglia il traguardo, con gioia ma anche con un pizzico di nostalgia per la strada che ha lasciato dietro di sè. Vorrei potervi dire di più, ma non ritengo sia giusto, perchè romanzi così vanno letti, assaporati, riflettuti e poi digeriti, si digeriti, perchè ti smuovono dentro e ti portano a riflessioni sul modo che ognuno di noi ha di vivere le mille sfaccettature dell'amore. Ammetto che ho amato più Eddy che Nanni, lei è il ritratto di una donna che potrebbe piacere a molti, lui è l'uomo forse con il cavallo bianco travestito da agiatezza che molte sognano, ma sarà proprio nella stagione incerta della vita che tutto si azzererà e le emozioni e i risentimenti lasceranno il posto ad un reciproco scambio che poi sarà univoco per volere del caso, che come scrive Elda Lanza, non è altro che Dio che lavora in incognito.
Grazie a Elda per questo bellissimo romanzo, dedicato all'amore dopo i sessant'anni mettiamola così, quell'età in cui qualcuno pensava che non potesse più innamorarsi e invece l'amore davvero non ha età, ma soltanto emozioni vere.
"Da quando aveva nuovamente incontrato Nanni, Edgarda si rendeva conto di vivere un'età che non era mai esistita prima di loro. Quelli che erano stati vecchi prima di loro, erano vecchi in un altro modo alla loro età. La loro vecchiaia era stata capace di sentimenti. Di energia. Di emozioni. Di sogni. Di progetti. Come di poteva definire vecchiaia quella stagione incerta che avevano vissuto?"

Elda Lanza è scrittrice, giornalista ed esperta di comunicazione. Prima presentatrice della televisione italiana, imprenditrice, spesso ospite di molte trasmissioni radiofoniche e televisive è davvero un personaggio carismatico. Ha pubblicato alcuni romanzi con Salani il cui protagonista è l'affascinante Avvocato Max Gilardi, passando poi per "Il tovagliolo va a sinistra.Il galateo per un mondo che cambia: come fare, come essere" edito da Vallardi e poi altri romanzi. Ha vinto i Premi letterari Minturno ed Europa e il Premio Giuditta alla carriera.
Una grande scrittrice e narratrice di cose belle e dispensatrice di svariate emozioni.



lunedì 30 luglio 2018

"L'ultimo caffè della sera" di Diego Galdino

Ve lo avevo preannunciato nell'ultima recensione che avrei letto ancora un romanzo di Diego Galdino, ed è proprio "L'ultimo caffè della sera"; sono rientrata nel Bar Tiberi a Trastevere e ho vissuto due giorni in compagnia di Massimo, di sua sorella Carlotta, della new entry Marcello, che ha preso il posto del mitico Dario, che ha lasciato un tristissimo Massimo alle prese con i suoi problemi sentimentali e non solo, poi sono arrivati il Professor Buh, Ale oh oh cinese nato Roma che fa il tabaccaio e Riccardo il parrucchiere che ha ereditato il negozio dello zio trasferitosi a Torino, più gli altri personaggi già noti. Questa volta ho ritrovato un Massimo riflessivo, a tratti nostalgico, a tratti playboy, ma sempre lo stesso cuore romantico, dolce, che anche se fa il duro in realtà è uno zuccherino. Geneviève è ormai lontana in quel di Parigi e Massimo deve farsi una ragione della fine di quell'amore, sarà l'incontro con due occhi blu magnetici e profondi a fargli capire che nulla è perduto, che l'amore per tutta la vita esiste, che le storie passate e finite male restano graffi dell'anima ma una speranza c'è sempre. Certo non mancano i colpi di scena, le sorprese, arrivi e partenze, ma Massimo riesce a far fronte a tutto. Il mitico caffè più buono di Roma resta protagonista, così come la Capitale più bella del mondo, di cui il nostro barista-artista ci fa conoscere altre storie segrete, meandri che conosce solo chi ci è nato e la vive con amore, tesori artistici sconosciuti ai più, ma soprattutto Massimo mi ha fatto comprendere che esistono ancora piccoli microcosmi in cui vivono persone che si vogliono bene, si stimano e si supportano a vicenda. Ancora una volta è una storia travagliata, ma molto molto romantica, che potete leggere anche senza aver preso in mano "Il primo caffè del mattino", certo se li leggete tutti e due Massimo vi conquisterà, ma l'uno è prescindibile dall'altro e in questo Diego Galdino è stato bravissimo. Mi è venuta voglia di andare a Roma a cercare Massimo Tiberi, a vedere il suo quartiere, perchè Diego ama la sua città e lo si percepisce ad ogni parola, si sente in tutte le descrizioni minuziose e appassionate e dato che il mio pensiero è che ogni scrittore mette sempre qualcosa di suo nei suoi personaggi e nelle sue storie, ora capisco perchè il bar di Diego Galdino è sempre affollato e i lettori vanno da ogni dove per salutarlo e gli inviano foto anche da altri paesi europei. Sarebbe bellissimo se davvero un Massimo potesse esistere nella vita di ogni donna, credo siano pochi e se avete voglia di sognare e di farvi condurre per mano in una storia bella, vera, ricca di emozioni, di amicizia, di amore, di arte, allora avete trovato il romanzo che fa per voi. Questa volta ci sono anche caffè nuovi, gusti particolari, che però se non li provate al Bar Tiberi difficile possano avere lo stesso sapore. Auguro il meglio a Diego Galdino, le sue storie hanno un che di retrò e di moderno,di romantico e razionale e se i suoi romanzi vengono tradotti in Germania, Austria, Svizzera, Polonia, Bulgaria, Serbia, Spagna e Sudamerica, un motivo ci sarà pure, si chiama talento.

Diego Galdino è nato a Roma, è scrittore ma anche barista nell'esercizio di famiglia, nel 2013 ha pubblicato "Il primo caffè del mattino" di cui sono stati acquistati i diritti cinematografici, l'anno dopo "Mi arrivi come un sogno", nel 2015 "Vorrei che l'amore avesse i tuoi occhi", lo scorso anno "Ti vedo per la prima volta" e qualche mese fa "L'ultimo caffè della sera". E' stato definito il Nicholas Sparks italiano e io sono d'accordo.