mercoledì 29 agosto 2018

Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli - Chiara Moscardelli

Ho conosciuto Chiara Moscardelli nel 2011, quando è uscito il suo primo libro "Volevo essere una gatta morta", l'ho intervistata per la radio e si è rivelata una gran bella personcina. Poi sono usciti altri suoi tre libri "La vita non è un film", "Quando meno te lo aspetti" e a Maggio scorso l'ultimo, "Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli" edito da Giunti. 
Teresa è una protagonista sui generis, di quello che io definisco un "thrilhumour", un pò giallo, un pò ironico, un pò divertente, una storia ambientata a Strangolagalli, cittadina in provincia di Frosinone, terra natìa di Teresa, psicologa, che vi torna dopo l'ennesima delusione lavorativa, per non parlare della vita sentimentale, una donna che porta con sè l'ombra di un padre ingombrante, famoso psichiatra di grido e la figura di una madre fuggita quando lei era bambina. Teresa ha vestiti particolari, abbina colori a volte in modo improbabile, però la lingerie che indossa sotto gli abiti è molto sexy, ha una memoria fotografica pazzesca e spesso non si stima molto. Dolcemente complicata potrei definirla come dice una canzone di Fiorella Mannoia. Purtroppo per lei si ritrova coinvolta in un omicidio che all'inizio viene scambiato per suicidio, ma la sua mente arguta scoverà dettagli sfuggiti ai più. Questo thrilhumour è pieno di personaggi particolari, dal Sindaco di Strangolagalli, alla figlia Irma la panterona, alla Signora Marisa piccola di statura ma piena di risorse, a due affascinanti uomini, un poliziotto ed un giornalista pronti ad occupare un posto speciale nel cuore della Papavero, fino a Paolo, il povero sventurato che viene ucciso ...o si è suicidato ? 
Niente, di più non vi dico, se cercate in rete è ovvio che trovate molte recensioni, più dettagliate della mia, ma se state leggendo vuol dire che non conoscete la trama del libro, quindi non spoilero di più. Si legge in un batter d'occhio, la scrittura della Moscardelli è scorrevole, piacevole, divertente, usa un linguaggio che va dritto al punto, senza orpelli e che vi farà proseguire nella lettura pagina dopo pagina, tanto che alla 301esima pagina penserete " è già finito?"
 Imparerete a conoscere Strangolagalli, paese del frusinate e la sua storia particolare, apprezzerete la minuziosità delle descrizioni e vi farete tante risate alternate a momenti di commozione e riflessione.
Teresa Papavero vi conquisterà e alla fine leggete i ringraziamenti, sono tanti, tutti diversi e vi faranno sorridere anche quelli, perchè la Moscardelli ha un modo tutto suo di citare e ringraziare amici, colleghi, parenti, lettori, lettrici e tutte le persone che ruotano intorno alla sua vita.
Una storia talmente ben raccontata che aspettiamo già la prossima, in cui Teresa Papavero chissà cosa combinerà!
Chiara Moscardelli è un vulcano di energia, portatrice sana di buonumore e dispensatrice di storie egregiamente raccontate, non perdete tempo, fate la conoscenza di Teresa, che della famosa vispa forse ha solo gli abiti, per il resto è una mancata "commissaria".

Chiara Moscardelli è nata a Roma, ma vive a Milano da alcuni anni, è la responsabile editoriale della narrativa di Baldini+Castoldi,dopo aver lavorato per svariati anni come responsabile ufficio stampa anche per altre case editrici,il sabato e la domenica si dedica alla promozione dei suoi libri, è una delle penne più promettenti del panorama letterario italiano.

Vi allego il link dell'intervista che mi ha rilasciato poco tempo fa : 
http://www.trendemoda.it/cultura/libridintorni-intervista-a-chiara-moscardelli-scrittrice-ironica-divertente-e-un-po-detective/



venerdì 24 agosto 2018

Il caffè dei miracoli - Franco Di Mare

Franco Di Mare è un bravissimo giornalista, che certo non ha bisogno di essere presentato da me come tale, ma oltre che stimarlo come giornalista, lo stimo come scrittore. Mi ero già imbattuta (trovate la recensione qui sul mio blog) su "Il teorema del babà", che a dire il vero è uscito dopo "Il caffè dei miracoli" edito da Rizzoli, che ho appena letto, ma chi mi legge sa che io non guardo le uscite in ordine cronologico, spesso è il titolo che mi spinge a prendere in mano un libro e anche questa volta è andata così. Dunque conoscevo già Bauci (come una delle città invisibili di Italo Calvino), splendido borgo della costiera amalfitana, protagonista del romanzo in questione, un borgo dove davvero succedono tante cose, ma tutto ruota intorno alle donne, croce e delizia del sindaco Rocco Casillo. L'ambiziosissimo primo cittadino, per omaggiare il grande Fernando Botero, fa esporre in pubblica piazza, davanti la chiesa del paese, la Maya Tropical, raffigurante una donna "formosa" come tutte quelle di Botero e completamente nuda. La "statua" porterà scompiglio in tutto il borgo, dal parroco, a Michele iphone, titolare del bar in piazza che sa sempre tutto, a Carmela la fruttivendola a Venanzio il netturbino, alla Dottoressa Neri, al Maresciallo Mannino. Una storia piena di personaggi, di vite che si incrociano, di strategie politiche e amorose, di abbandoni e ritrovamenti, di amori che nascono, di indagini alla Montalbano. Un romanzo bello, scorrevole, piacevole, scritto con uno stile inconfondibile, come solo Franco Di Mare sa avere nel raccontare storie di quel sud bellissimo che tanti ci invidiano e tanti ci criticano, ma intriso di sentimenti veri, di bellezze naturali straordinarie, di storie particolari che solo chi ci ha vissuto sa riportare nero sù bianco. Come sempre non vi svelo di più, i libri vanno accennati, ma non raccontati nei dettagli, la curiosità deve sempre avere la meglio. Bauci è un borgo dove tutti vorremmo andare in vacanza, posto proprio lì in una delle coste più belle del mondo, pieno di turisti in estate e vuoto d'inverno, come la maggior parte dei luoghi di vacanza, racconta la varia umanità con i suoi entusiasmi, generosità e tante debolezze, che l'occhio dell'autore tratteggia con meravigliosa ironia come chi sa bene di cosa sta raccontando. Trentuno capitoli da leggere con animo leggero e pronto al sorriso e allo stupore, questo è "Il caffè dei miracoli", un romanzo che vi farà sentire a casa, divertendovi ed emozionandovi.

Franco Di Mare è nato a Napoli, è conduttore tv, giornalista, scrittore, inviato di guerra nei posti più caldi come Balcani, America centrale, Africa, ha realizzato reportage straordinari.Anche come scrittore raccoglie molti consensi, con "Il cecchino e la bambina" del 2009, "Non chiedere perchè" del 2011 arrivato anche in finale al Premio Bancarella, "Il paradiso dei diavoli" del 2012, "Il caffè dei miracoli" del 2015, " Il teorema del babà" del 2017 ed è uscito da poco il suo ultimo lavoro " Barnaba il mago". Ha vinto molti premi e ha ricevuto molti riconoscimenti, un grande professionista, che sa raccontare quello che vede e comunicare emozioni, sia attraverso il suo lavoro di giornalista che di scrittore.


mercoledì 22 agosto 2018

Casi umani di Selvaggia Lucarelli

Credo sia una delle donne in assoluto più criticate, è capace di dividere le folle, io faccio parte delle sue estimatrici, la seguo da sempre, la trovo ironica, divertente, pungente, a volte sopra le righe, ma non le manda a dire a nessuno e questo ai miei occhi fa di lei una "tosta".
E' uscito a Luglio il suo quarto lavoro letterario "Casi umani" edito da Rizzoli, letto davvero d'un fiato, anche perchè non è lunghissimo, ma soprattutto è "umano", lei è Selvaggia Lucarelli.
Tutto parte dalla fine di una storia d'amore importante e Selvaggia racconta in prima persona il dopo, quando si cerca di elaborare il dolore, ma si prova anche a sentirsi ancora belle, affascinanti e in grado di conquistare un altro uomo. Solo che davvero i peggio li ha incontrati tutti lei, appunto casi umani, uomini che inizialmente sembrano il massimo della vita e poi viene fuori l'esatto contrario. Ogni capitolo ha il nome di uno di questi disgraziati incontrati sul suo cammino di donna ferita dalle pene d'amore, ma non il nome vero, il soprannome che Selvaggia Lucarelli dà ad ognuno dopo aver scoperto le magagne. Il peggio di tutti è Mister Foglio Excel, di una taccagneria e tirchieria di altri tempi, che all'inizio, al primo incontro aveva già dato segnali di questo suo problemino, ma poi davvero si supera. Non vi dico i soprannomi degli altri per non rovinarvi il piacere della lettura e della scoperta, di personalità che purtroppo si incontrano davvero nella vita, bisogna stare molto attente. La Lucarelli racconta di questi casi umani con la sua solita autoironia, che a volte ho trovato un pò forzata, in alcune battute esagerata, ma ci può stare, non può essere sempre tutto perfetto e poi, ovviamente, è solo un mio pensiero. Quello che racconta il libro è realtà, perchè una donna ferita cerca sempre delle conferme e a volte non sempre trova l'uomo giusto al momento giusto, anzi spesso accade il contrario, perchè manca la lucidità di pensiero, si pensa che potrebbe essere il compagno  perfetto, che finalmente farà dimenticare l'uomo che ha reciso con un taglio netto improvviso la relazione che si pensava fosse quella per tutta la vita. Un vademecum molto utile, che ci insegna come riconoscere dalle prime avvisaglie questi problematici soggetti travestiti da possibili principi azzurri.
Spero solo che Selvaggia questi uomini non li abbia incontrati davvero, che ci sia un pizzico di fantasia nel raccontare, perchè altrimenti penserei che davvero li ha cercati con il lanternino, finchè finalmente ha incontrato il suo attuale compagno, bello, affascinante e in perfetta sintonia con lei. Certo a volte per arrivare in cima alla montagna si devono percorrere sentieri irti e faticosi, ma incontrare Mister ho una cosa per te, ladruncolo indefesso e seriale, minerebbe la sicurezza di qualunque donna, 
Un libro spassoso, divertente, ironico, in alcuni momenti surreale,  una vera guida per donne deluse dall'amore, che leggendolo impareranno a pensare sempre positivo, il peggio è sempre dietro l'angolo. Breve, avrei voluto fosse più lungo, l'ho letto in un batter d'occhio, a testimonianza che la lettura è scorrevole e piacevole, molto piacevole. Non spoilero di più, va letto per capire la varia o avariata umanità in fatto di amore che ci circonda. Un pò d'invidia per Cenerentola viene, un ballo le è stato sufficiente per capire che quello era il suo Principe ed è bastata una scarpetta per farli rincontrare, oggi per farti rispondere ad un messaggio su whatsapp devi pregare, soffrono tutti di crampi alle mani. Cara Selvaggia aspetto il prossimo, non far passare troppo tempo ! 

Selvaggia Lucarelli, editorialista per "Il Fatto Quotidiano", speaker radiofonica, giudice nel programma televisivo "Ballando con le stelle", autrice di altri libri come "Che ci importa del mondo" o "Dieci piccoli infami", attivissima sui social, molto seguita, è tornata in libreria con " Casi umani" edito da Rizzoli.



martedì 31 luglio 2018

"Una stagione incerta" di Elda Lanza

Avevo già letto altri libri della straordinaria Elda Lanza, ma l'ultimo che ho appena finito, "Una stagione incerta",edito da Ponte delle Grazie, l'ho iniziato senza guardare la quarta di copertina, ho iniziato e basta e sono rimasta molto sorpresa, soprattutto per le emozioni che ho provato leggendo 231 pagine meravigliose.
I protagonisti sono Edgarda e Giovanni o meglio Eddy e Nanni,che dopo essersi innamorati da ragazzi si perdono e dopo quasi cinquant'anni lui ritrova lei e rivivono e riprendono il loro amore. Lei è più chiusa, più restìa di lui a dare di nuovo credito ad un sentimento, che in realtà non era mai scomparso dal loro cuore e a 69 anni Eddy cederà all'amore di Nanni, ma sarà un percorso inizialmente bello, poi si farà difficoltoso, ma pur essendo una donna razionale, indipendente, conscia dell'avanzare dell'età Eddy saprà vivere in modo totale, meraviglioso, commovente, altruista.
Un tuffo al cuore è stato per me leggere questo romanzo, mi sono commossa in più punti della storia, ho apprezzato tanto i personaggi, descritti minuziosamente dalla penna di Elda Lanza, che ha saputo tracciare caratteri, profili, ricordi, in modo magistrale, sviluppandoli in una trama in cui aspetti che arrivi il lieto fine, che l'amore trionfi e l'amore trionferà come l'atleta che corre la maratona e sfinito e felice taglia il traguardo, con gioia ma anche con un pizzico di nostalgia per la strada che ha lasciato dietro di sè. Vorrei potervi dire di più, ma non ritengo sia giusto, perchè romanzi così vanno letti, assaporati, riflettuti e poi digeriti, si digeriti, perchè ti smuovono dentro e ti portano a riflessioni sul modo che ognuno di noi ha di vivere le mille sfaccettature dell'amore. Ammetto che ho amato più Eddy che Nanni, lei è il ritratto di una donna che potrebbe piacere a molti, lui è l'uomo forse con il cavallo bianco travestito da agiatezza che molte sognano, ma sarà proprio nella stagione incerta della vita che tutto si azzererà e le emozioni e i risentimenti lasceranno il posto ad un reciproco scambio che poi sarà univoco per volere del caso, che come scrive Elda Lanza, non è altro che Dio che lavora in incognito.
Grazie a Elda per questo bellissimo romanzo, dedicato all'amore dopo i sessant'anni mettiamola così, quell'età in cui qualcuno pensava che non potesse più innamorarsi e invece l'amore davvero non ha età, ma soltanto emozioni vere.
"Da quando aveva nuovamente incontrato Nanni, Edgarda si rendeva conto di vivere un'età che non era mai esistita prima di loro. Quelli che erano stati vecchi prima di loro, erano vecchi in un altro modo alla loro età. La loro vecchiaia era stata capace di sentimenti. Di energia. Di emozioni. Di sogni. Di progetti. Come di poteva definire vecchiaia quella stagione incerta che avevano vissuto?"

Elda Lanza è scrittrice, giornalista ed esperta di comunicazione. Prima presentatrice della televisione italiana, imprenditrice, spesso ospite di molte trasmissioni radiofoniche e televisive è davvero un personaggio carismatico. Ha pubblicato alcuni romanzi con Salani il cui protagonista è l'affascinante Avvocato Max Gilardi, passando poi per "Il tovagliolo va a sinistra.Il galateo per un mondo che cambia: come fare, come essere" edito da Vallardi e poi altri romanzi. Ha vinto i Premi letterari Minturno ed Europa e il Premio Giuditta alla carriera.
Una grande scrittrice e narratrice di cose belle e dispensatrice di svariate emozioni.



lunedì 30 luglio 2018

"L'ultimo caffè della sera" di Diego Galdino

Ve lo avevo preannunciato nell'ultima recensione che avrei letto ancora un romanzo di Diego Galdino, ed è proprio "L'ultimo caffè della sera"; sono rientrata nel Bar Tiberi a Trastevere e ho vissuto due giorni in compagnia di Massimo, di sua sorella Carlotta, della new entry Marcello, che ha preso il posto del mitico Dario, che ha lasciato un tristissimo Massimo alle prese con i suoi problemi sentimentali e non solo, poi sono arrivati il Professor Buh, Ale oh oh cinese nato Roma che fa il tabaccaio e Riccardo il parrucchiere che ha ereditato il negozio dello zio trasferitosi a Torino, più gli altri personaggi già noti. Questa volta ho ritrovato un Massimo riflessivo, a tratti nostalgico, a tratti playboy, ma sempre lo stesso cuore romantico, dolce, che anche se fa il duro in realtà è uno zuccherino. Geneviève è ormai lontana in quel di Parigi e Massimo deve farsi una ragione della fine di quell'amore, sarà l'incontro con due occhi blu magnetici e profondi a fargli capire che nulla è perduto, che l'amore per tutta la vita esiste, che le storie passate e finite male restano graffi dell'anima ma una speranza c'è sempre. Certo non mancano i colpi di scena, le sorprese, arrivi e partenze, ma Massimo riesce a far fronte a tutto. Il mitico caffè più buono di Roma resta protagonista, così come la Capitale più bella del mondo, di cui il nostro barista-artista ci fa conoscere altre storie segrete, meandri che conosce solo chi ci è nato e la vive con amore, tesori artistici sconosciuti ai più, ma soprattutto Massimo mi ha fatto comprendere che esistono ancora piccoli microcosmi in cui vivono persone che si vogliono bene, si stimano e si supportano a vicenda. Ancora una volta è una storia travagliata, ma molto molto romantica, che potete leggere anche senza aver preso in mano "Il primo caffè del mattino", certo se li leggete tutti e due Massimo vi conquisterà, ma l'uno è prescindibile dall'altro e in questo Diego Galdino è stato bravissimo. Mi è venuta voglia di andare a Roma a cercare Massimo Tiberi, a vedere il suo quartiere, perchè Diego ama la sua città e lo si percepisce ad ogni parola, si sente in tutte le descrizioni minuziose e appassionate e dato che il mio pensiero è che ogni scrittore mette sempre qualcosa di suo nei suoi personaggi e nelle sue storie, ora capisco perchè il bar di Diego Galdino è sempre affollato e i lettori vanno da ogni dove per salutarlo e gli inviano foto anche da altri paesi europei. Sarebbe bellissimo se davvero un Massimo potesse esistere nella vita di ogni donna, credo siano pochi e se avete voglia di sognare e di farvi condurre per mano in una storia bella, vera, ricca di emozioni, di amicizia, di amore, di arte, allora avete trovato il romanzo che fa per voi. Questa volta ci sono anche caffè nuovi, gusti particolari, che però se non li provate al Bar Tiberi difficile possano avere lo stesso sapore. Auguro il meglio a Diego Galdino, le sue storie hanno un che di retrò e di moderno,di romantico e razionale e se i suoi romanzi vengono tradotti in Germania, Austria, Svizzera, Polonia, Bulgaria, Serbia, Spagna e Sudamerica, un motivo ci sarà pure, si chiama talento.

Diego Galdino è nato a Roma, è scrittore ma anche barista nell'esercizio di famiglia, nel 2013 ha pubblicato "Il primo caffè del mattino" di cui sono stati acquistati i diritti cinematografici, l'anno dopo "Mi arrivi come un sogno", nel 2015 "Vorrei che l'amore avesse i tuoi occhi", lo scorso anno "Ti vedo per la prima volta" e qualche mese fa "L'ultimo caffè della sera". E' stato definito il Nicholas Sparks italiano e io sono d'accordo.



domenica 22 luglio 2018

"Il primo caffè del mattino" di Diego Galdino

La rima del titolo è proprio carina, non so se l'autore ha pensato che fosse simpatica, mattino-Galdino, a me piace molto. Durante uno dei miei ultimi giri in libreria, ho acquistato "L'ultimo caffè della sera" di Diego Galdino, ho letto la quarta di copertina e ho scoperto che con Sperling & Kupfer aveva pubblicato anche "Il primo caffè del mattino", così l'ho ordinato e l'ho letto per primo. In ritardo, dato che è uscito da un pò, ma i libri per me non hanno scadenza, quindi mi sono calata nel magico mondo di Massimo Tiberi, proprietario di un bar a Trastevere. Come ogni bar che si rispetti ha i suoi clienti abituali e qui potete scegliere il vostro preferito,da Luigi il falegname a Tonino il meccanico, da Pino il parrucchiere ad Antonio l'idraulico, fino a Dario, settantenne aiutante di Massimo e figura amicale e paterna. La vita di Massimo viene rivoluzionata dall'incontro-scontro con Geneviève, francesina che eredita un appartamento proprio di fronte al Bar Tiberi. Una storia d'amore con tanti protagonisti, con l'incanto della Roma bella, ricca di arte, di cose affascinanti e di racconti che si perdono nella notte dei tempi. Una storia travagliata quella che vivrà Massimo, riflessivo e ossessivo, mai innamorato, che cede al fascino degli occhi di questa giovane francese un pò particolare, che lo farà soffrire, non dormire, ma che gli insegnerà molto, tanto, sui sentimenti e su chi lo circonda. Non racconto altro, ma non per paura di spoilerare, tanto trovate in rete tutto quello che volete sapere, ma perchè vorrei che vi venisse la curiosità di leggerlo. Diego Galdino è bravo e curiosando ho scoperto che ha davvero un bar, quindi ho capito perchè riesce ad entrare così a fondo nell'animo di chi legge, chi è dietro il bancone ascolta tutte le nostre storie, capisce i nostri umori, malumori e contentezze e solo per la pazienza meriterebbe molto di più che il titolo di "barista". Diego Galdino ci porta a spasso in una Roma bellissima, mai conosciuta, raccontata con rispetto, quasi devozione e ci fa entrare nel cuore di Massimo che potrebbe essere un qualsiasi ragazzo di un'altra città e lo fa con pulizia, passatemi il temine, con delicatezza...certo a volte Massimo è un pò logorroico, ma tutto quello che fa lo fa con il cuore, ed è  per questo che l'ho seguito volentieri in tutti i suoi pensieri, a volte cervellotici, dietro un amore che gli dà tanto da pensare. Mi piace la scrittura di Diego Galdino, è pulita, semplice e profonda nello stesso tempo, sfodera colpi di scena che non ti aspetti e vai avanti nella lettura per capire proprio cosa ne sarà di Massimo. Alla fine del libro trovate "E tu di che caffè sei?", una lista di caffè straordinaria e se trovate il vostro preferito, vi spiega anche come siete e perchè scegliete quel tipo di caffè. 
Ora ho iniziato l'ultimo, cioè " L'ultimo caffè della sera", uscito da poco e che Galdino sta presentando in giro per la nostra penisola,in questi giorni in Calabria. Appena ho finito vi farò sapere se mi è piaciuto come quello del mattino...il caffè. Nel frattempo se lo leggete anche voi fatemi sapere. Ah il mio caffè preferito è al vetro e non sono ipocondriaca caro Diego, mia nonna lo faceva così :-) 

giovedì 17 maggio 2018

Radio Stella, la mia Radio Stella festeggia 40 anni

La Radio è un mondo straordinario, è fantasia, comunicazione, conoscenza, informazione e tanto altro. Lavoro a Radio Stella da tantissimi anni, che preferisco non quantificare, forse nella vita non avrei potuto fare un altro lavoro se non questo. Lo svolgo con passione, con amore, con leggerezza anche, perchè ci vuole anche quella ed ho imparato tanto da Radio Stella, ho imparato ad essere presente quando gli altri hanno bisogno e tu puoi essere la voce dell'informazione, ad essere seria quando la notizia lo richiede, ad amare e scoprire artisti che mai avrei conosciuto altrimenti. Ho imparato la comunicazione sportiva, Radio Stella per anni e anni è stata la voce dello sport della mia città, l'entusiasmo per una partita vinta, per un rally seguito anche in notturna durante il campionato italiano, il Giro d'Italia che regala emozioni, una squadra di volley che vince un campionato e tantissimo altro. Radio Stella segue da anni e anni il Festival di Sanremo con 7 collegamenti al giorno in diretta dalla città dei fiori, è presente a tante manifestazioni importanti, ma soprattutto è presente da 40 anni nella vita di tanti di noi. Radio Stella è il mio Direttore Walter Di Renzo che ha dedicato tutto di sè all'emittente, tenendo i suoi collaboratori con la fermezza di un Capitano e la dolcezza di un amico. Radio Stella rappresenta molto per ognuno di noi che ha  avuto la fortuna di esserne parte anche solo per poco tempo, perchè poi si è radiostelliani per sempre.
Oggi Radio Stella festeggia 40 anni e io la immagino come una donna affascinante, che fa un pò la vanitosa per questo bellissimo traguardo raggiunto, per le cose belle che ha saputo regalarci in tutti questi anni di vicinanza.
Potrei raccontarvi mille aneddoti, ma sarebbero davvero troppi, oggi è solo il giorno degli auguri a colei che mi ha regalato emozioni grandissime fatte di risate ma anche di lacrime, che mi ha fatto amare questo lavoro ogni giorno, facendomi sentire fortunata, perchè non sempre si può fare il lavoro che ci piace. La Radio la può fare solo chi è pazzo come noi, una frase questa che ricorre spesso, perchè noi siamo una radio provinciale, mica un network e se c'è da rimanere fino a tardi non c'è scusa che tenga, se accade qualcosa siamo tutti lì a mobilitarci e non siamo certo in cinquanta. 
Ho creduto in questo sogno da giovane ragazza e ora mi ritrovo adulta a continuare a crederci.
Auguri Radio Stella, auguri con tutto il mio cuore, che tu possa continuare a suonare le canzoni più belle, a seguire gli eventi più importanti, a regalare emozioni a tutti i radiostelliani e le radiostelliane, perchè la vita senza emozioni sarebbe come uno champagne senza bollicine. Buon Compleanno Radio Stella del mio cuor, 40 anni te li porti benissimo !