Ci sono scrittori che raccontano come cronaca fatti anche personali, scrittori che ti fanno entrare nella storia che raccontano, scrittori che ci mettono il cuore, altri seguono uno schema narrativo, altri il loro pensiero....Patrizia Tocci ci mette poesia.
Avevo già sentito parlare di lei, avevo letto alcune sue cose sul giornale, su Facebook ai tempi del terremoto di L'Aquila e oggi ho l'opportunità di poter parlare del suo ultimo bellissimo lavoro " Nero è il cuore del papavero" Edito da Tabula Fati , che avrò l'onore di presentare venerdi 20 Ottobre ad Avezzano presso l'Aula Magna del Liceo Classico Alessandro Torlonia.
Si , l'onore, perchè questo è un Signor Libro, infatti ha vinto il prestigioso Premio Esposito.
Patrizia ci conduce portandoci per mano nella sua infanzia, nella sua adolescenza e nella sua vita da adulta, ci racconta la sua famiglia soffermandosi su tutte le figure più importanti, soprattutto su quella che le manca di più, suo Padre. Con delicatezza, con poesia, ci descrive le famiglie di un tempo, i piccoli borghi che hanno fatto la storia di tante nostre famiglie, i sacrifici, le piccole gioie, le sane abitudini che purtroppo si sono perse. Emerge un Padre di poche parole ma con grandi e sapienti mani, dispensatore di amore, di consigli, di sguardi furbi e intelligenti, un Padre che ha saputo lasciare tanto alle sue figlie, alla sua famiglia.
Quaranta piccoli capitoli, colmi di amore, di poesia, di sincerità, l'autrice ha davvero donato con generosità una gran parte di sè, la sua sè più intima e lo ha fatto con delicatezza e rispetto verso un mondo che per certi versi non esiste più e per il grande amore che la lega al Padre.
La presentazione di Paolo Rumiz , grande giornalista e scrittore, aggiunge ,se possibile, ancora più valore al libro di Patrizia Tocci.
Se volte immergervi in una storia bella, pulita, poetica, sincera, piena di buoni sentimenti e di grandi momenti di nostalgia e di amore leggetelo, vi farà riflettere e vi regalerà momenti di grande riflessione.
Una storia che mi è entrata nel cuore, a volte facendomi sentire piccola piccola, ci sono cose che forse dovremmo imparare ad apprezzare di più e che questa vita perennemente di corsa a volte non ci fa vedere e assaporare.
Se Patrizia Tocci dovesse venire nella vostra città per presentare il suo libro, andate, non perdete l'occasione di conoscere una donna colta, sensibile, raffinata e capace di donare agli altri una parte così intima della sua vita. Io posso aggiungere solo " Chapeau" con tutta la grazia che richiede un gesto così. Grazie Patrizia.
Patrizia Tocci è nata a Verrecchie (AQ), è laureata in Filosofia e ha vissuto a L'Aquila fino al 2015, ora vive e lavora a Pescara. Studiosa del Novecento ha pubblicato una raccolta di prose e poesie " Un paese ci vuole", una silloge poetica " Pietra serena", e poi " La città che voleva volare", " I gigli della memoria", narrazione collettiva sulla notte del terremoto che ha colpito L'Aquila e dintorni nel 2009.
Collabora con il quotidiano " Il Centro", ha lavorato in televisione, ha vinto premi importanti.
Una grande donna.
lunedì 16 ottobre 2017
giovedì 24 agosto 2017
"Cronaca di un delitto annunciato " di Adriana Pannitteri
Questo romanzo-giallo è la cronaca di un delitto annunciato, lo si intuisce dalle prime pagine, ma si vuole avere conferma e si va avanti pagina dopo pagina, inanellando riflessioni, emozioni, senso di angoscia, curiosità, smarrimento, speranza.
Maria Grazia è una giornalista che lavora per un'importante Tv e che fa il suo lavoro con molto scrupolo, occupandosi di un pericoloso serial killer, di un pedofilo, di uno stalker e di femminicidio.
Ha una vita un pò disordinata Maria Grazia, con i sentimenti che rimangono spesso sullo sfondo e certezze familiari che a poco a poco svaniscono. Riceve lettere da Antonio, che le racconta tutta la sua vita, di uomo pieno di valori, di amore per il suo lavoro, per la sua terra natìa, per la sua famiglia. Poi avverrà un black-out nella sua testa che lo porterà ad essere un mostro e cerca forse dalla giornalista comprensione ? Perdono ? Non scendo di più nei dettagli, non voglio svelare molto altro della trama. Ci sono molti personaggi, egregiamente descritti, così come sono egregiamente descritte tutte le situazioni, anche le più surreali che Maria Grazia si trova a vivere e le conclusioni probabilmente saranno diverse per ognuno di noi. Il titolo è un omaggio che l'autrice ha fatto a Gabriel Garcia Marquez e il romanzo è ispirato ad una storia vera. Adriana Pannitteri affronta il difficile tema del femminicidio con crudezza ma anche con sensibilità, esplorando l'animo di un uomo come ce ne sono tanti, che forse se aiutati in tempo eviterebbero di fare del male.
Lascia un senso di amaro questo romanzo ma induce alla riflessione perchè si inoltra negli abissi dell'animo umano con il ritmo di un romanzo giallo.
E' un libro che si legge molto velocemente e per me è un pregio, cattura l'attenzione e spinge la curiosità, è dispensatore sano di pensieri e riflessioni legate alla cronaca di tutti i giorni.
Adriana Panniteri è nata a Roma ed è giornalista del TG1, ha scritto anche altri libri, "Madri assassine", "Diario da Castiglione delle Stiviere", "La vita senza limiti", "La pazzia dimenticata. Viaggio negli ospedali psichiatrici giudiziari".
"Cronaca di un delitto annunciato " L'asino d'oro Edizioni è il suo primo romanzo.
martedì 25 luglio 2017
" Pane e polvere " di Gianluca Salustri
" Pane e polvere" di Gianluca Salustri è autopubblicato ed è l'opera prima di un ragazzo dal grande talento.
Mi verrebbe da definirlo saggio ed è scritto molto bene, c'è la ricostruzione minuziosa di fatti che, ammetto, non conoscevo, pur riguardando la mia terra.
Descrive molto bene il mondo dei minatori, le morti sul lavoro, la storia di Capistrello, suo paese natìo, che ha dato i natali anche ai tanti minatori che vengono ben descritti e raccontati nel libro.
E' un pò un reportage, un pò romanzo, le vicende vengono raccontate da testimoni del tempo o da sopravvissuti a uno dei periodi più duri della storia, sia italiana che locale.
E' il racconto di tutta la comunità di Capistrello che da più di cento anni vede i suoi minatori entrare nelle viscere della terra per scavare gallerie, anche le più importanti, come quella del Gran Sasso per citarne una.
E' però anche un racconto pieno di sentimenti, di amore, di nostalgia, di rabbia, di rassegnazione, di generosità.
Ginaluca Salustri ha saputo dare voce a quelle persone che hanno vissuto la vita ad aspettare di tornare a casa dopo aver acceso una mina, oppure ad aspettare che tornasse un marito, un fratello, un figlio e lo fa con grande delicatezza, dietro la quale si comprende esserci un grande lavoro di ricerca che ha portato ad un grandissimo risultato.
Ci sono storie che vi rimarranno nelle mente, uomini e donne che hanno fatto con i loro sacrifici grande la nostra comunità marsicana e non.
Un libro d'esordio straordinario, che omaggia chi è entrato e chi ancora oggi, entra nelle montagne per scavare gallerie e qualche volta non torna a casa.
Una bella scrittura, che vi spingerà ad andare avanti, pagina dopo pagina, per entrare nel cuore, nei ricordi, nella storia di un paese ma soprattutto di tante persone che con tanto entusiasmo sono partite per un lavoro che spesso poche persone vogliono e volevano fare, per arrivare a scoprire tradizioni, sentimenti e storie di gente semplice, alla quale però tutti da nord a sud dell'Italia dobbiamo qualcosa.
Gianluca Salustri collabora con diverse case editrici e agenzie di comunicazione, ha un blog " Qualche riga d'Abruzzo " ed è da sempre impegnato con l'Associazione culturale Arzibanda.
" Pane e polvere" è il suo primo libro e gli auguro tanta fortuna, va letto perchè è dispensatore di storie e di sentimenti bellissimi ed è vincitore del Primo concorso letterario " Controsenso" .
martedì 23 maggio 2017
Morivamo di freddo ...
" Morivamo di freddo " di Rosalia Messina è un piccolo libro di poco più di cento pagine, che si legge tutto d'un fiato e che racchiude dentro di sè tutti quei sentimenti che riguardano la vita di coppia, di famiglia, di figli, di amicizia. Sentimenti spesso contrastanti, celati, palesati, vissuti, rimpianti.
Al centro del libro Guido, Loredana, Mauro, Sandra, Enrico e altri personaggi di contorno.
Le coppie sono Guido e Loredana, Mauro e Sandra, Enrico è figlio di questi ultimi.
L'autrice racconta tutto in flash-back, si va avanti, indietro, poi avanti e poi di nuovo indietro, finchè andare avanti è l'unica cosa che resta da fare.
Guido e Loredana sono l'unica coppia felice, gli altri tre vivono insieme immersi in un mondo fatto di poche parole e pochi sentimenti, di cui pagherà dazio Enrico una volta cresciuto.
Ci sono eventi tragici a sconvolgere le vite dei protagonisti, eventi che faranno da detonatore a emozioni mai palesate, a malinconie mal digerite, a invidie sentimentali abilmente nascoste da chi le ha provate.
Rosalia Messina descrive in modo diretto e implacabile quello che spesso succede in molte coppie abituate però a vivere di noia e poche parole, ma nello stesso tempo descrive in maniera delicata quei sentimenti più nobili legati al rapporto tra un uomo e una donna, tra una madre e un figlio e tra un figlio e un padre.
Non lascia malinconia questo libro, lascia riflessione, lascia quel senso di speranza che tutti cerchiamo quando pensiamo che anche le cose più belle sono destinate a finire e lascia un mezzo sorriso quando ci fa capire che fondamentalmente nessuno di noi cambia, può adattarsi ad una situazione, ma dentro resta quello che è, cialtrone, romantico, razionale, sognatore, a ognuno il suo.
Il luogo in cui tutti questi sentimenti di incontrano e scontrano è Catania, che anche se rimane solo sullo sfondo fa sentire la sua presenza con il suo cielo colorato al tramonto e i suoi vicoli pieni di storia.
Una storia delicata e diretta, un piccolo racconto che in sè racchiude molto e che si fa leggere veloce perchè il flash-back vi spingerà ad andare avanti per arrivare alla fine e capire dove andranno i protagonisti che raccontano la loro vita, vita in cui al centro c'è la famiglia , nodo centrale a dire il vero della vita di tutti noi , che può generare persone felici o infelici, introverse o estroverse, timide o spavalde ma tutte con alle spalle il nucleo più importante ...la famiglia.
Rosalia Messina è giurista, siciliana doc, palermitana, che vive a Bologna, è autrice di una raccolta di racconti " Prima dell'alba e subito dopo ", di alcuni romanzi " Più avanti di qualche passo", " Marmellata d'arance", e il libro per bambini " Favole a colori", cura alcuni blog e dice di salvarsi la vita scrivendo narrativa.
" Morivamo di freddo", Durango Edzioni,è un bel libro che vi consiglio di leggere perchè vi farà riflettere sui sentimenti che vi circondano e di cui nel bene e nel male abbiamo tutti bisogno...soprattuto di quelli buoni e vi farà capire il valore della parola speranza.
martedì 9 maggio 2017
Il Principe del Lago ...
Alessandro Torlonia è colui che è riuscito
dove altri hanno fallito, riuscì infatti a portare a termine un'opera
straordinaria, ideata da Cesare che poi Augusto provò a realiazzare, quasi
messa in atto da Claudio, tentata ancora da Adriano e Traiano e nel corso dei
secoli tentata da altri, ma solo lui riuscì dove nessuno potè : il
prosciugamento del Lago del Fucino.
Ecco questa figura così importante è
protagonista del nuovo romanzo di Francesco Proia " Il Principe del Lago
".
Un'opera in cui si intrecciano
perfettamente fatti storici e altri inventati, con grande sapienza l'autore ha
saputo mettere insieme tra loro, nei vari capitoli, personaggi come Casanova,
un cardinale, due professori,un custode, degli studenti, una talentuosa
artista e altri che scoprirete.
La domanda prima di iniziare la lettura del
romanzo è : chi era il Principe Torlonia e quali erano i suoi legami con
Mussolini, il Vaticano e la Massoneria?
Ma non basta, cosa c'entra Leonardo Da
Vinci con Giulio Cesare e Alessandro Torolonia?
Attraverso 45 capitoli l'autore ci
accompagna in un viaggio lungo la storia d'Italia, dalla Venezia di Casanova ,
alla Roma dell'800 , fino ad arrivare alla Marsica di oggi, sulle sponde di un
lago prosciugato con la più grande opera idraulica dell'antichità. I
protagonisti per trovare le risposte alle domande iniziali dovranno darsi molto
da fare e scoprire intrighi e misteri di una delle famiglie che ancora oggi è
sinonimo di potere, i Torlonia.
Le figure che ho apprezzato di più
di questo appassionante romanzo sono il Prof. Grandi e
Alessandro studente curioso e intelligente, vi guideranno prendendovi per
mano a scoprire tesori artistici dal valore inestimabile della collezione dei
Torlonia e a soffermarvi di più su monumenti e opere che avrete visto chissà
quante volte senza porvi alcuna domanda.
Francesco Proia ha fatto un lavoro
certosino, ha dedicato molto a questo romanzo con innumerevoli e laboriose
ricerche che testimoniano ancora una volta il suo amore per la Marsica, per il
Fucino, per la sua terra, ricca di tesori nascosti ma soprattutto custode di
una storia che spesso dimentichiamo.
La storia qui si mescola con il romanzo,
con la fantasia che è la base principale di un vero scrittore.
Nel libro vi sono bellissime fotografie e
troverete anche i Qr code, con i quali sarà possibile visionare altri
bellissimi contenuti.
Non è una storia che interesserà solo gli
amanti dei Torlonia o dell'antichità, ma un romanzo appassionante, che si
lascia leggere pagina dopo pagina con la curiosità di arrivare all'ultima per
scoprire cosa veramente accadrà e avere le risposte che all'inizio vi
spingeranno a parteggiare per i protagonisti e poi vi faranno riflettere sul
perchè alcune cose non accadano mai per caso e che osservare anche i dettagli
di ogni cosa che guardiamo, porta sempre a riflessioni inaspettate.
Auguro tanta fortuna al " Principe
del Lago" e al suo autore Francesco Proia, che abbiamo imparato a
conoscere già con l'apprezzatissimo " Polvere di lago " e " Il
nido della follia" ...i libri sono portatori sani di emozioni e questo ve
ne regalerà tantissime .
domenica 23 aprile 2017
" Daniele canta Daniele "...
Avevo 12 anni quando acquistai il mio primo vinile di Pino Daniele " Nero a metà", quel disco fu per me fonte di gioia, imparai a memoria tutte le canzoni in un batter d'occhio.
Da lì poi Pino è stato spesso la colonna sonora di momenti importanti della mia vita...ma non solo della mia, di tutte quelle persone che hanno amato e amano il sound irripetibile di un cantautore straordinario.
Ho avuto il piacere di vederlo tre volte in concerto, due a Roma e una a Pescara, l'ultima ero sotto il palco con tanto di bandana e sono riuscita ad incontrare anche il suo sguardo.
Si lo sguardo, lo stesso che ho visto due sere fa al Teatro dei Marsi durante lo spettacolo " Daniele canta Daniele", lo stesso sguardo che ha Nello o Nellì (come lo chiamava Pino) suo fratello e che mi ha emozionata tantissimo.
Nello è una persona calma, gentile, ha un modo tutto suo di rapportarsi con le persone...un modo pacato di guardare il mondo, ha un sorriso buono e quando canta le canzoni di Pino io sento tanta malinconia, ma anche fierezza, gioia, orgoglio, un miscuglio bellissimo.
Al Teatro dei Marsi ha suonato con una grande band e ha incantato il pubblico presente con bellissime canzoni come " Donna Cuncetta", "Napulè"," Appocundria", " A me me piace 'o bliues" e anche alcune sue, tratte dal suo primo album uscito nel 1998 " Si potrebbe amare".
Quasi due ore di musica con grande partecipazione del pubblico presente, assoli di percussioni e batteria con Tony Cercola e Claudio Romano che non hanno certo bisogno di presentazioni.
Ho vissuto dietro le quinte questa serata perchè sono amica di una delle due presentatrici, la radiofonica per capirci , che ha cantato e ballato per tutto il tempo felice come ai tempi di " Je so pazzo".
Il concerto-evento è stato aperto dai Gradisca, band di Capistrello (AQ), che hanno cantato e suonato tre brani del primo album uscito da poco " Blasfemodonti". Una band un pò sopra le righe , ragazzi che amano la musica e la usano per comunicare la loro fantasia e il loro estro, davvero bravi bravi , se vi capita andateli ad ascoltare nei loro live.
Il Teatro dei Marsi ha ospitato una splendida serata , con un pubblico attento e partecipativo, due presentatrici che hanno intervistato sia i Gradisca che Nello Daniele e un'attenta organizzazione grazie a Tony Orlandi.
Io ho vissuto al massimo ogni canzone, ogni nota, ho provato grande nostalgia per uno dei cantautori più importanti della nostra musica, guardando le immagini che scorrevano sullo schermo alle spalle dei musicisti. Immagini in cui Pino suona, duetta con Nello, imbraccia la sua chitarra, immagini che tanti di noi portano nel cuore.
Ho cantanto dietro le quinte tutte le canzoni che la mia memoria non ha mai dimenticato e ho respirato un'atmosfera di gioia e a volte anche di commozione.
La musica ha questo potere, riportare alla mente ricordi, farci sognare sul futuro, ballare di gioia, piangere, sorridere, può tutto perchè è la colonna sonora della vita di tutti noi.
Pino Daniele ci manca , ma vive nelle sue canzoni e soprattutto vive nello sguardo di Nellì , anche lui grande musicista e dispensatore di sound partenopeo.
Chi vive di musica vive di grandi emozioni e " Daniele canta Daniele" è un 'emozione bellissima.
martedì 4 aprile 2017
" Le tre vite di Arturo Ferraro "...
Arturo Ferraro lo ami e lo odi, ti è simpatico e poi antipatico, fa tenerezza e poi ti fa arrabbiare, un dispensatore di emozioni.
" Le tre vite di Artuto Ferraro " di Ilaria Tomassini è il vincitore del prestigioso Premio La Giara 2016, Il premio è stato ideato dalla Rai e Rai Eri per dare spazio e visibilità a giovani scrittori di tutta Italia.
Questo romanzo ha meritato il premio, è davvero particolare sia la storia che la scrittura dell'autrice.
Arturo Ferraro è un giovane uomo quando viene licenziato e giura a sè stesso che cambierà la sua vita e sarà un vincente; è un ambizioso, cinico, calcolatore, arrampicatore, ha in mente un solo obiettivo e vi riesce. Fonda la Af che produce scarpe e accessori, tanto amati dalle donne e diventa in breve tempo uno degli uomini più ricchi, aprendo stabilimenti un pò in tutto il mondo,non senza scorciatoie e menzogne. Si inebria di successo, prova alcool, droghe, automobili super lusso, yacht, appartamenti stellari, accompagnato in questa fantastica avventura da una bellissima donna , Rosa Artieri, una aspirante attrice che lo incontra e vive con lui per vent'anni , anni in cui vivrà tutti gli agi di compagna di un uomo ricchissimo ma non avrà mai parole d'amore dall'uomo che lei invece ama e che sovente la tradisce con altre donne, a volte anche in modo spudorato.Compagna di di entrambi c'è la cagnetta Brooke, l'unica forse che riceve affetto da Arturo Ferraro. Come tutto però c'è un inizio e una fine, nel mezzo accade di tutto e quell'uomo che era tanto saccente, superbo, cinico, perderà molte delle sue peculiarità e soprattutto la sua ricchezza a causa anche della sua sfrontatezza e si ritroverà a vivere una vita che mai avrebbe immaginato. Il tutto è raccontato in un continuo flash back, si va dal presente, al passato e anche al futuro, una volta parla Arturo Ferraro, una volta Rosa Artieri e non si perde mai il filo del racconto, perchè questo continuo andirivieni fa si che la storia scorra fluida, armoniosa, con il desiderio di andare avanti pagina dopo pagina per scoprire se Arturo Ferraro dimostrerà di avere un'anima e se Rosa Artieri lo ami davvero per quello che è o se il dio denaro possa avere la meglio anche sui sentimenti.
A me è piaciuto moltissimo, mi è sembrato di vederlo Arturo Ferraro, non bello ma affascinante, non colto ma preparato, mai diplomatico ma sempre diretto,nel corso di tutte le varie fasi che si attraversano nella vita e ho scoperto meccanismi finanziari di cui ignoravo l'esistenza, spiegati con semplicità e facilmente comprensibili. Un romanzo d'esordio che non sembra affatto di un esordiente e che è ricco di colpi di scena e nonostante il carattere scorbutico di Arturo Ferraro, pieno di sentimenti.
Ilaria Tomassini ha molto talento e ha una scrittura ricca di dettagli, particolari, a volte cruda e diretta ma che cattura dal primo rigo.
L'autrice vive a San Gemini, è laureata in filosofia e lavora presso un istituto finanaziario privato.
" Le tre vite di Arturo Ferraro " edito da Rai Eri è un gran bel romanzo e sono certa farà parlare molto di sè.
Iscriviti a:
Post (Atom)






